giovedì 12 aprile 2018

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 13 APRILE 2018

sua foto.
6 min
San Francesco e il Vangelo
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 103
VENERDI' 13 APRILE 2018
S.MARTINO I
Vangelo
Gv 6,1-15
Gesù distribuì i pani a quelli che erano seduti, quanto ne volevano.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.
Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo».
Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini.
Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.
Parola del Signore
Vita Seconda di Tommaso da Celano 752
Al tempo della sua malattia d'occhi, trovandosi costretto a permettere che lo si curasse, viene chiamato un chirurgo, che giunge portando con sé il ferro per cauterizzare. Ordina che sia messo nel fuoco, sino a che sia tutto arroventato. Il Padre, per confortare il corpo già scosso dal terrore, così parla al fuoco: "Frate mio fuoco, di bellezza invidiabile fra tutte le creature, l'Altissimo ti ha creato vigoroso, bello e utile. Sii propizio a me in quest'ora, sii cortese!, perché da gran tempo ti ho amato nel Signore. Prego il Signore grande che ti ha creato di temperare ora il tuo calore in modo che io possa sopportare, se mi bruci con dolcezza ".
Terminata la preghiera, traccia un segno di croce sul fuoco e poi aspetta intrepido. Il medico prende in mano il ferro incandescente e torrido, mentre i frati fuggono vinti dalla compassione. Il Santo invece si offre pronto e sorridente al ferro.
Il cautere affonda crepitando nella carne viva, e la bruciatura si estende a poco a poco dall'orecchio al sopracciglio. Quanto dolore gli abbia procurato il fuoco, ce lo testimoniano le parole del Santo, che lo sapeva meglio di tutti. Infatti, quando ritornarono i frati che erano fuggiti, il Padre disse sorridendo: "Pusillanimi e di poco coraggio, perché siete fuggiti? In verità vi dico, non ho provato né l'ardore del fuoco né alcun dolore della carne". E rivolto al medico: "Se la carne non è bene cauterizzata, brucia di nuovo", gli disse. Il medico, che conosceva ben diverse reazioni in casi simili, magnificò il fatto come un miracolo di Dio: "Vi dico, frati, che oggi ho visto cose mirabili ".
A mio giudizio, il Santo era ritornato alla innocenza primitiva, e quando lo voleva, diventavano con lui miti anche gli elementi crudeli.

MEDITAZIONE
Il miracolo dei pani, per Gesù, sono il segno di un altro dono: l'eucaristia, pane di vita eterna. Ma di fronte al prodigio la gente vede in Lui soltanto un messia temporale, venuto a restaurare la potenza di Israele.
Gesù è il profeta preannunciato da Mosè (Dt 18,18) e il re-Messia davidico venuto a dare compimento alla attesa secolare di un mondo altro da quello che è, ma in una forma che gli è dettata dal Padre e non dalla folla. Forma che contempla il rifiuto dell’avvalersi del potere politico come strumento all’affermarsi del mondo di Dio, la sua è la via della «gloria», quella di un amore incondizionato che, ove accolto, inizia a dar forma ad una umanità amata, capace di amare e libera dal potere della morte. La via di Dio in Cristo è quella di un amore non disatteso dalla fede e così va interpretato il miracolo dei pani: il darsi in pasto del Cristo-pane per divenire pane alle tante fami dell’uomo. Anche Francesco si è fatto pane spezzato per la salvezza delle anime e insegnava ai suoi compagni ad essere sempre uniti a Dio e in vera comunione con il prossimo. ""L'uomo di Dio, insieme con gli altri compagni, andò ad abitare in un tugurio
abbandonato, vicino ad Assisi: là essi vivevano di molto lavoro e fra gli stenti, secondo la forma della santa povertà, preoccupati di rifocillarsi più con il pane delle lacrime che con il pane dell'abbondanza. Là erano continuamente intenti a pregare Iddio applicandosi all'esercizio dell'orazione e della devozione più con la mente che con la voce, per la ragione che non avevano ancora i libri liturgici, sui quali recitare le ore canoniche.Ma, al posto di quei libri, leggevano ininterrottamente, sfogliandolo e risfogliandolo, il libro della croce di Cristo, giorno e notte, istruiti dall'esempio e dalla parola del Padre, che continuamente faceva loro il discorso della croce di Cristo"". FF1067.

PREGHIERA
Padre misericordioso,
che hai voluto che il tuo Figlio
subisse per noi il supplizio della croce
per liberarci dal potere del nemico,
donaci di giungere alla gloria della risurrezione.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

mercoledì 11 aprile 2018

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 11 APRILE 2018


 
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 101
MERCOLEDI' 11 APRILE 2018
S. STANISLAO-memoria-
GIOVANNI 3, 16-21
Dio ha mandato il Figlio nel mondo, perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».
Parola del Signore
+Dalla LEGGENDA PERUGINA 1552
OTTIENE LA CHIESA DELLA PORZIUNCOLA
1552 8. Vedendo che Dio voleva moltiplicare il numero dei suoi discepoli, Francesco disse loro: « Carissimi fratelli e figli miei, vedo che il Signore vuole moltiplicarci. E perciò mi sembra cosa buona e conveniente a dei religiosi, ottenere dal vescovo o dai canonici di San Rufino o dall'abate del monastero di San Benedetto, una piccola chiesa poverella, dove possiamo recitare le Ore liturgiche e accanto a questa, avere una dimora, piccola anch'essa e povera, costruita con fango e vimini, dove riposare e attendere al necessario lavoro. Invero, il luogo dove sostiamo ora non è quello adatto, essendo l'abitazione troppo angusta per i fratelli che vi dimorano e che Dio si appresta a rendere numerosi; soprattutto, non abbiamo a disposizione una chiesa, dove recitare le Ore; di più, se alcuno venisse a morte, non sarebbe dignitoso seppellirlo qui o in una chiesa del clero secolare ».Tale proposta piacque agli altri frati. Allora Francesco si alzò e andò dal vescovo di Assisi, e ripeté davanti a lui Ie stesse parole esposte prima ai fratelli. Gli rispose il vescovo: «Fratello, non ho alcuna chiesa da potervi dare ». Il Santo andò dai canonici di San Rufino e ripropose la sua domanda; e quelli risposero come il vescovo. Si diresse perciò alla volta del monastero di San Benedetto del monte Subasio, e rivolse all'abate la richiesta espressa in antecedenza al vescovo e ai canonici, aggiungendo la risposta avuto dall'uno e dagli altri. Preso da compassione, I'abate tenne consiglio con i suoi confratelli sulI'argomento e, per volontà del Signore, concesse a Francesco e ai suoi frati la chiesa di Santa Maria della Porziuncola, la più poverella che avevano. Era anche la più misera che si potesse trovare nel territorio di Assisi, proprio come Francesco desiderava. E gli disse l'abate: « Fratello, abbiamo esaudito la tua domanda. Ma vogliamo che, se il Signore moltiplicherà la vostra congregazione, questo luogo sia il capo di tutti quelli che
fonderete ». La condizione piacque a Francesco e agli altri suoi fratelli. Fu molto felice il Santo che ai frati fosse donato quel luogo, soprattutto perché la chiesa portava il nome della Madre di Dio, perché era così povera e perché era denominata «della Porziuncola », quasi a presagio che sarebbe divenuta madre e capo dei poveri frati minori. Tale nome derivava dalla contrada in cui la chiesetta sorgeva, zona anticamente detta appunto Porziuncola.
Francesco era solito dire: « Per questo motivo il Signore ha stabilito che non fosse concessa ai frati altra chiesa, e che in quella circostanza i primi frati non ne costruissero una nuova, e non avessero che quella: perché essa fu come una profezia, compiutasi con la fondazione dei frati minori ».
E sebbene fosse tanto povera e quasi in rovina, per lungo tempo gli uomini della città di Assisi e di quella contrada sempre ebbero gran devozione (accresciutasi poi ai nostri giorni) verso quella chiesa. Non appena i frati vi si stabilirono, il Signore accresceva quasi ogni giorno il loro numero. La loro fama e rinomanza si sparse per tutta la valle di Spoleto. In antico, la chiesa era chiamata Santa Maria degli Angeli, ma il popolo la chiamava Santa Maria della Porziuncola. Però, dopo che i frati la restaurarono, uomini e donne della zona presero a dire:
« Andiamo a Santa Maria degli Angeli! ». Sebbene l'abate e i monaci avessero concesso in dono a Francesco e ai suoi frati la chiesa senza volerne contraccambio o tributo annuo, tuttavia il Santo, da abile e provetto muratore che intese fondare la sua casa sulla salda roccia, e cioè fondare il suo Ordine sulla vera povertà, ogni anno mandava al monastero una corba piena di pesciolini chiamati lasche. E ciò in segno di sincera umiltà e povertà, affinché i frati non avessero in proprietà nessun luogo, e nemmeno vi abitassero, se non era sotto il dominio altrui, così che essi non avessero il potere di vendere o alienare in alcun modo. E ogni anno, quando i frati portavano i pesciolini ai monaci, questi, in grazia dell'umiltà, donavano a lui e ai suoi fratelli una giara piena di olio.
MEDITAZIONE
Gesù non è venuto per condannare ma per salvare. Gesù è venuto a rivelare l'amore di Dio per gli uomini. Di fronte a questa luce si impone una scelta decisiva: la fede conduce alla salvezza, mentre chi preferisce le tenebre si condanna con le proprie mani. “Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate”. Dio ha effettivamente amato il mondo, tutto il mondo, tutte le creature. L’amore di Dio si è rivolto verso tutti , anche verso coloro che resistono al bene e al suo amore. Dio non si limita quindi a rendere migliori coloro che sono già buoni: Egli si identifica anche con i cattivi che vuole salvare: per loro ha donato la sua vita. Riconoscente per l'amore infinito di Dio, Francesco, “ Al sentir nominare l'amore del Signore, subito si sentiva stimolato, colpito, infiammato: quel nome era per lui come un plettro, che gli faceva vibrare l'intimo del cuore. <Offrire, in compenso dell'elemosina, il prezioso patrimonio dell'amor di Dio - così egli affermava – è nobile prodigalità; e stoltissimi sono coloro che lo stimano meno del denaro, poiché soltanto il prezzo inapprezzabile dell'amor divino è capace di comprare il regno dei cieli. E molto si deve amare l'amore di Colui che molto ci ha amato”.

PREGHIERA
O Dio,
che al santo vescovo Stanislao
hai dato la grazia di concludere con il martirio
il suo servizio pastorale,
concedi anche a noi,
che lo veneriamo come intercessore,
di perseverare, forti nella fede,
per tutti i giorni della nostra vita.
Per il nostro Signore Gesù Cristo ...
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 10 APRILE 2018

 
San Francesco e il Vangelo
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 100
MARTEDI' 10 APRILE 2018
S.PALLADIO
GIOVANNI 3,7-15
Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito».
Gli replicò Nicodèmo: «Come può accadere questo?». Gli rispose Gesù: «Tu sei maestro di Israele e non conosci queste cose? In verità, in verità io ti dico: noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniamo ciò che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza. Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo? Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna».
Parola del Signore
+Dalla LEGGENDA PERUGINA 1551
IL FRATELLO TENTATO
1551 7. Un frate, uomo di viva spiritualità e anziano nell'Ordine, era molto amico di
Francesco. Gli avvenne, in un periodo della sua vita, di essere torturato per lunghi giorni da
gravi e crudeli suggestioni del diavolo, così che stava per inabissarsi in una disperazione
profonda. Ne era assillato ogni giorno, e più si angosciava perché provava vergogna a
confessarsi ogni volta. E si accaniva a punirsi con astinenza, veglie, lacrime e battiture.
Da molti giorni durava questo supplizio, quando, per disposizione divina, Francesco
giunse a quel luogo. E mentre il Santo passeggiava non molto discosto dal convento insieme
con un fratello e con quel povero tribolato, allontanandosi a un certo punto dal primo, si
accostò al tentato e gli disse: « Carissimo fratello, voglio e ordino che non ti angosci a
confessare quelle suggestioni e irruzioni del diavolo. Stai tranquillo: non hanno fatto alcun
danno alla tua anima. Ogni volta che ne sei assalito, ti suggerisco di recitare sette volte il
Padre nostro ».
Fu tutto esultante il frate al sentire tali parole, che cioè non era tenuto a confessare le
tentazioni, soprattutto perché si vergognava di doverlo fare ogni giorno, cosa che aggravava
il suo tormento. Ammirò la santità di Francesco che, per mezzo dello Spirito Santo, aveva
conosciuto le sue tentazioni, che lui non aveva confidato a nessuno, fuorché ai sacerdoti; e
aveva mutato spesso confessore, per la vergogna di far sapere sempre allo stesso tutta la sua
infermità interiore.
E subito che Francesco gli ebbe rivolto la parola, egli si sentì liberato, dentro e fuori, da
quella terribile prova, sofferta per lungo tempo. Con l'aiuto di Dio, grazie ai meriti del Santo,
egli ritrovò una gran serenità e pace d'anima e di corpo.
MEDITAZIONE
Per comprendere il mistero della nuova nascita di cui parla Gesù non basta conoscere le Scritture: bisogna credere. Nicodemo arriverà a penetrare questo mistero soltanto quando contemplerà il Cristo innalzato sulla croce e nella gloria. L’uomo anziano non diventa semplicemente migliore rinascendo, egli acquisisce una nuova origine. La rinascita è indispensabile, Gesù dice che bisogna che accada, perchè nascere dallo Spirito permette di avere una nuova percezione di se stessi. Attraverso questa rivelazione, Dio risponde alla domanda dell’uomo in vista della salvezza, perché l’uomo non può darsi da solo una risposta. Ma non si può semplicemente dire che l’uomo diventa “migliore” rinascendo; la sua vita acquisisce un senso. Dicevano di Francesco e dei suoi frati: “Si adoperano poi con tanta diligenza a rinnovare in sé la religione, la povertà e l'umiltà della Chiesa primitiva, -attingendo con sete e ardore di spirito alle acque pure che sgorgano dalla sorgente del Vangelo-, che si impegnano con tutte le forze ad attuare, non soltanto i comandamenti, ma anche i consigli evangelici, imitando così passo per passo la vita apostolica. Rinunciando ad ogni proprietà, rinnegano se stessi e, prendendo la loro croce, nudi seguono Cristo nudo....”
PREGHIERA
Concedi al tuo popolo, Dio misericordioso,
di proclamare la potenza del Signore risorto,
perché in lui, sacramento universale di salvezza,
manifesti al mondo la pienezza della vita nuova.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 12 APRILE 2018

 
 
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 102
GIOVEDI' 12 APRILE 2018
S.GIULIO I
Vangelo
Gv 3,31-36
Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
Chi viene dall’alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza. Chi ne accetta la testimonianza, conferma che Dio è veritiero. Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito.
Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui.
Parola del Signore
Vita Seconda di Tommaso da Celano 751
Tutte le creature da parte loro si sforzano di contraccambiare l'amore del Santo e di ripagarlo con la loro gratitudine. Sorridono quando le accarezza, danno segni di consenso quando le interroga, obbediscono quando comanda. Sia sufficiente qualche esempio.

MEDITAZIONE 
Il Figlio è stato inviato dal Padre per far partecipare gli uomini alla vita divina. Coloro che accoglieranno la parola di Gesù riceveranno il dono dello Spirito e avranno accesso alla vita eterna. La croce di Gesù rappresenta la vittoria di Dio sul mondo e significa la nostra salvezza. Se noi crediamo in Gesù, Figlio di Dio, abbiamo già la vita eterna. Gesù è il germe della speranza attraverso il quale Dio agisce nel mondo. Dio è diventato un altro, si è fatto uomo per donare a noi la sua divinità. Francesco stimolava i suoi compagni a vivere nella divina volontà e nello Spirito di Dio. "... Deponete il bagaglio della volontà propria e gettate via il peso dei peccati e cingetevi come uomini forti. Dimentichi del passato, siate protesi con tutte le forze verso il futuro. Io vi dico che ogni luogo che il vostro piede calcherà, sarà vostro. Lo Spirito precederà la vostra faccia, Cristo Signore, che vi trascinerà alla cima del monte con vincoli d'amore". FF1971.

PREGHIERA
Donaci, Padre misericordioso,
di rendere presente in ogni momento della vita
la fecondità della Pasqua, che si attua nei tuoi misteri.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

lunedì 9 aprile 2018

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 9 APRILE 2018

 
 
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 99
LUNEDI' 9 APRILE 2018
ANNUNCIAZIONE DEL SIGNORE-solennità-proprio
LUCA 1,26-38
Ecco concepirai un figlio e lo darai alla luce.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». 
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.
Parola del Signore
+Vita Seconda di Tommaso da Celano 748
Però diceva che sono da compiangersi i predicatori, che vendono spesso il loro ministero per un soldo di vanagloria. E cercava a volte di guarire il loro gonfiore con questo rimedio: "Perché vi gloriate della conversione degli uomini, quando li hanno convertiti con le loro preghiere i miei frati semplici? ". Ed anzi commentava così il passo che dice: Perfino la sterile ha partorito numerosi figli: "La sterile è il mio frate poverello, che non ha il compito di generare figli nella Chiesa. Ma nel giudizio ne avrà dato alla luce moltissimi, perché in quel giorno il giudice ascriverà a sua gloria quelli, che ora converte con le sue preghiere personali. Quella invece che ne ha molti comparirà sterile perché il predicatore, che è fiero di molti figli come se li avesse generati lui, capirà allora che in essi non c'è niente di suo".

Riguardo poi a quelli che ci tengono a sentirsi lodare più come retori che come predicatori, e che parlano con discorsi leccati ma senza animo, non li amava molto. E affermava che fanno una cattiva spartizione del tempo, perché danno tutto alla predicazione niente alla devozione. In altre parole, lodava quel predicatore che ogni tanto si preoccupa di se stesso e si nutre personalmente della sapienza.
MEDITAZIONE
Soltanto chi accetta di aprirsi allo Spirito può nascere alla vita divina e scoprire il mistero di Gesù.
La fede esistenziale in Gesù, Figlio di Dio, è il prodotto dell'azione dello Spirito. L'esempio del vento, che per gli antichi rappresentava un autentico mistero, serve come illustrazione del tema della necessità della rinascita dallo Spirito.
Anche in natura esistono misteri che superano la mente umana; non deve meravigliare che esistano dei misteri nell'agire di Dio. Il frutto dello Spirito sorpassa tutte le capacità della natura umana. I figli di Dio trascendono la carne, quanto lo Spirito supera le leggi della natura. Nella vita di san Francesco lo Spirito santo ha avuto una grande importanza. Lo Spirito gli dona una nuova conoscenza delle cose, gli permette di vedere dentro le cose, al di là e dentro, oltre le nostre capacità: dentro i cuori e nella profondità degli animi.

PREGHIERA
O Padre, tu hai voluto che il tuo Verbo
si facesse uomo nel grembo della Vergine Maria:
concedi a noi, che adoriamo il mistero
del nostro Redentore, vero Dio e vero uomo,
di essere partecipi della sua vita immortale.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
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domenica 8 aprile 2018

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 8 APRILE 2018


SAN FRANCESCO E IL VANGELO 98
DOMENICA 8 APRILE 2018
II DI PASQUA-proprio-
DOMENICA DELLA DIVINA MISERICORDIA
GIOVANNI 20,19-31
Otto giorni dopo venne Gesù.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome. 
Parola del Signore
Vita Seconda di Tommaso da Celano 747

"Il predicatore--diceva--deve prima attingere nel segreto della preghiera ciò che poi riverserà nei discorsi. Prima deve riscaldarsi interiormente, per non proferire all'esterno fredde parole". È un ufficio, sottolineava, degno di riverenza, e tutti devono venerare quelli che lo esercitano: "Essi sono la vita del corpo, gli avversari dei demoni, essi sono la lampada del mondo ".
Riteneva poi i dottori in sacra teologia degni di particolari onori. Per questo una volta fece scrivere come norma generale: "Dobbiamo onorare e venerare tutti i teologi e quanti ci dispensano la parola di Dio come quelli che ci somministrano spirito e vita".
748 E scrivendo una volta al beato Antonio, fece iniziare la lettera così: " A frate Antonio, mio vescovo ".
MEDITAZIONE
Gesù risorto ci dona la pace e la gioia del Padre.
Preghiamo per tutti i sacerdoti che con l'annuncio della Parola ci avicinano a Dio.Diceva Francesco: " "Dobbiamo onorare e venerare tutti i teologi e quanti ci dispensano la parola di Dio come quelli che ci somministrano spirito e vita". FF747
PREGHIERA
O Dio, che in ogni Pasqua domenicale
ci fai vivere le meraviglie della salvezza,
fa’ che riconosciamo con la grazia dello Spirito
il Signore presente nell’assemblea dei fratelli,
per rendere testimonianza della sua risurrezione.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)

“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen