sabato 25 marzo 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 26 Marzo 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 85
DOMENICA 26 MARZO 2017
IV DI QUARESIMA
GIOVANNI 9, 1-41
In quel tempo, mentre passava, Gesù vide un uomo cieco dalla nascita. *I suoi discepoli gli chiesero: Maestro, chi ha peccato perché nascesse cieco, lui o i suoi genitori? *Gesù rispose: Né lui né i suoi genitori, ma è accaduto perché in lui si manifestino le opere di Dio. *Finché è giorno, dobbiamo lavorare nelle opere di Colui che mi ha mandato, poi viene la notte e nessuno può più lavorare. *Fin che sono nel mondo, io sono la luce del mondo. *Detto questo, sputò in terra, fece con la saliva un po’ di fango, lo spalmò sugli occhi del cieco, *e gli disse: Và e lavati nella piscina di Siloe. Egli vi andò, si lavò e tornò che ci vedeva. *I vicini e quanti lo avevano conosciuto da mendicante dicevano: Non è l’uomo che stava seduto a chiedere l’elemosina? *Alcuni dicevano: è lui. Altri: No, è uno che gli assomiglia. Ma lui affermava: Sono proprio io. *Allora gli chiesero: Come ti si apersero gli occhi? *Rispose: L’uomo chiamato Gesù fece del fango, me lo spalmò sugli occhi e mi disse: Và a Siloe e lavati. Io ci sono andato, mi sono lavato e ci vedo. *Gli chiesero: Dov’è ora? Rispose: Non lo so. *Allora condussero il cieco guarito dai farisei. *Il giorno in cui Gesù fece del fango e gli aperse gli occhi era un sabato. *I farisei, a loro volta, gli chiesero come avesse riacquistatola vista. Disse loro: Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo. *Alcuni farisei sentenziarono: Quest’uomo non è da Dio, perché non osserva il sabato. Ma altri replicarono: Come può un peccatore compiere tali segni? E c’era disaccordo fra di loro. *Così chiesero di nuovo al cieco: Tu cosa dici di colui che ti ha aperto gli occhi? Rispose: E’ un profeta. *Ma i giudei non credettero che egli fosse stato cieco e che avesse riacquistato la vista, finché – chiamati i suoi genitori – non li ebbero interrogati: *E’ questo vostro figlio? Ed è vero che è nato cieco? *Risposero i genitori: Noi sappiamo che è nostro figlio e che è nato cieco; *ma come ora ci veda non lo sappiamo, e nemmeno sappiamo chi gli ha aperto gli occhi. Chiedetelo a lui, è grande: può parlare di quanto lo riguarda. *I genitori risposero in questo modo perché avevano paura dei giudei *Infatti essi avevano decretato che venisse espulso dalla sinagoga chiunque avesse riconosciuto Gesù come Messia. Ecco perché risposero: E’ grande, può parlare di ciò che lo riguarda. *Convocarono un’altra volta il cieco guarito e gli dissero: Dà gloria a Dio! Noi sappiamo che quell’uomo è un peccatore. *Rispose: se sia peccatore, io non lo so. Ma so una cosa: che ero cieco e ora ci vedo. *Gli chiesero di nuovo: Che cosa ti ha fatto? In che modo ti ha aperto gli occhi? *Ve l’ho già detto – rispose – ma non mi avete dato retta. Che volete ascoltare di nuovo? Volete anche voi divenire suoi discepoli? *A questo punto lo copersero di ingiurie: Sarai tu il suo discepolo, noi siamo discepoli di Mosè. *Sappiamo che Diio ha parlato a Mosè, ma costui non sappiamo neppure donde venga. *Proprio questo è sorprendente – ribatté l’uomo – non sapete di dove sia e mi ha aperto gli occhi. *Sappiamo tutti che Dio non ascolta i peccatori, ma soltanto chi lo onora e fa la sua volontà. *Da che mondo è mondo non si è mai udito che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. *Se non fosse da Dio, non avrebbe potuto farlo. *Tagliarono corto: Tu sei stato tutto generato nel peccato e vieni a insegnare a noi? E lo espulsero dalla sinagoga. *Gesù venne a sapere che lo avevano espulso e quando lo incontrò gli disse: Credi tu nel Figlio dell’uomo? *Rispose: Chi è, Signore, perché io creda in lui? *Gli disse Gesù: Tu lo hai veduto, è colui che parla con te. * E quello: Credo, Signore! E si prostrò davanti a lui. *Gesù continuò: Io sono venuto in questo mondo per provocare una crisi: perché quelli che non vedono vedano, e quelli che vedono diventino ciechi. *Alcuni farisei che erano con lui udirono queste parole e gli chiesero: Siamo forse ciechi anche noi? *Se foste ciechi – rispose Gesù – non sareste peccatori. Ma perché dire: noi vediamo, il vostro peccato rimane.

+ Vita Seconda di Tommaso da Celano 719
Non è possibile passare sotto silenzio con quanta premura ha coperto e nascosto i gloriosi segni del Crocifisso, degni di essere venerati anche dagli spiriti pių grandi. Da principio, quando il vero amore di Cristo aveva già trasformato nella sua stessa immagine l'amante, cominciò a celare e ad occultare il tesoro con tanta cautela, da non farlo scoprire per lungo tempo neppure ai suoi intimi. Ma la divina Provvidenza non permise che rimanesse sempre nascosto e non giungesse agli occhi dei suoi cari. Anzi il fatto di trovarsi in punti delle membra visibili a tutti non permise che continuasse a rimanere occulto.
Uno dei compagni una volta, vedendo le stimmate nei piedi, gli disse: "Cosa è ciò, buon fratello?". " Pensa ai fatti tuoi ", gli rispose.

MEDITAZIONE
Alla piena adesione di fede dell'uomo risanato si oppone la cecità dei giudei, come Gesù afferma chiaramente. In quanto credenti, sappiamo che Cristo è la luce, è colui che, col dono della fede, nel nostro Battesimo ha aperto i nostri occhi rendendoci capaci di vedere la realtà: la realtà di Dio e la realtà del mondo con gli occhi stessi di Dio. Tale dono, però, impegna al contatto costante con Cristo luce e alla testimonianza instancabile della fede. San Francesco era in costante contatto con Cristo e testimoniava la sua fede: "...... Quel fuoco divino, che gli bruciava nel cuore,diventava intanto più ardente e perfetto, perché in seguito riverberasse più luminoso nella sua carne.
O uomo veramente beato, che non viene straziato dal ferro del tiranno, eppure non viene privato della gloria di assomigliare all'Agnello immolato!
O uomo, io dico, veramente e pienamente beato, che non perdette la vita sotto la spada del persecutore, eppure non perdette la palma del martirio! ”. FF1175. E noi? Sappiamo vedere i segni che Gesù opera anche oggi nel mondo, nella chiesa, nella nostra vita personale? Cerchiamo di essere luce di Cristo per coloro che vivono nella cecità.

PREGHIERA
O Dio, Padre della luce, tu vedi le profondità del nostro cuore: non permettere che ci domini il potere delle tenebre, ma apri i nostri occhi con la grazia del tuo Spirito, perché vediamo colui che hai mandato a illuminare il mondo, e crediamo in lui solo, Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore. Egli è Dio...

ACTIONES NOSTRAS”
(Parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen




SAN FRANCESCO E IL VANGELO 25 Marzo 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 84

SABATO 25 MARZO 2017
ANNUNCIAZIONE DEL SIGNORE-solennità-proprio

LUCA 1,26-38
Ecco concepirai un figlio e lo darai alla luce.

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». 
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.
Parola del Signore

+ Vita Seconda di Tommaso da Celano 718
Ripeteva spesso ai frati: " Nessuno deve lusingarsi con ingiusto vanto per quelle azioni, che anche il peccatore potrebbe compiere. Il peccatore--spiegava--può digiunare, pregare, piangere, macerare il proprio corpo. Ma una sola cosa non gli è possibile: rimanere fedele al suo Signore. Proprio di questo dobbiamo gloriarci, se diamo a Dio la gloria che gli spetta, se da servitori fedeli attribuiamo a lui tutto il bene che ci dona.
"Il peggiore nemico dell'uomo è la sua carne: è del tutto incapace di ripensare al passato per pentirsene, niente sa prevedere per tutelarsi. Unica sua preoccupazione è approfittare senza scrupoli del tempo presente. E ciō che è peggio--aggiungeva--essa si usurpa e attribuisce a propria gloria quanto non è stato dato a lei, ma all'anima. La carne raccoglie lode dalle virtù e plauso, da parte della gente, dalle veglie e dalle preghiere. Niente lascia all'anima e anche dalle lacrime cerca profitto ".

MEDITAZIONE
Fantastico! Come lo Spirito santo aleggiava sulle acque prima della creazione della luce, così distende su Maria la propria ombra prima che appaia la Luce vera che viene nel mondo. E' un mistero pieno della presenza di Colui che si avvicina per farsi conoscere. 
Il “sì” di Maria in risposta all’offerta divina e il cambiamento drammatico di vita che ne sarebbe seguito, mostrano che la venuta di Dio in mezzo a noi esige un cambiamento radicale. Ma, cosa più importante, l’Annunciazione a Maria ci pone di fronte ad una grande verità: ognuno di noi ha avuto un’“annunciazione” personale. Sto esagerando? No di certo. Se non ce ne siamo accorti, abbiamo l'esempio dei Santi che ci può illuminare. Anche noi siamo chiamati a custodire il segreto d'amore che Dio ci ha affidato, e dobbiamo farlo col cuore umile e pieno di fiducia e amore come ha fatto san Francesco. ".........annunciò la parola di Dio con tanto fervore, che tutti, pieni di devozione, per grazia del Signore, accorrevano a lui, desiderosi di vederlo e ascoltarlo. La ressa della folla era straordinaria e ben trenta, tra chierici e laici, si fecero suoi discepoli, ricevendo dalle sue stesse mani l'abito religioso. Uomini e donne lo veneravano con tanta fede, che chiunque poteva toccargli la veste si considerava sommamente fortunato". FF430. Noi, saremo capaci di andare incontro ai fratelli e raccontare loro la gioia che viene da Dio ?

PREGHIERA
O Padre, tu hai voluto che il tuo Verbo
si facesse uomo nel grembo della Vergine Maria:
concedi a noi, che adoriamo il mistero
del nostro Redentore, vero Dio e vero uomo,
di essere partecipi della sua vita immortale.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen




venerdì 24 marzo 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 24 Marzo 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 83

VENERDI' 24 MARZO 2017

MARCO 12, 28b-34
Il Signore nostro Dio è l’unico Signore: lo amerai.

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?». 
Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi». 
Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocàusti e i sacrifici». 
Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.
Parola del Signore

+ Vita Seconda di Tommaso da Celano 717
Cercava con ogni cura di nascondere nel segreto del suo cuore i doni del Signore, perché non voleva che, se gli erano occasione di gloria umana, gli fossero pure causa di rovina. E spesso quando molti lo proclamavano santo, rispondeva cosė: "Posso avere ancora figli e figlie: non lodatemi come fossi sicuro ! Non si deve lodare nessuno, fino a che è incerta la sua fine. Quando Colui che mi ha concesso il mutuo--cosė continuava--volesse ritirarlo, rimarrebbe solo il corpo e l'anima, come li hanno pure gli infedeli ". Questa era la risposta a chi lo lodava.
Rivolto poi a sé diceva: " Se l'Altissimo avesse concesso grazie cosė grandi ad un ladrone, sarebbe più riconoscente di te, Francesco! ".

MEDITAZIONE
La Quaresima ci invita a vivere, non un vago "ideale cristiano", ma Dio stesso, che si è rivelato nel suo Figlio. Sappiamo che cosa significa amare qualcuno con tutto il cuore; conosciamo la gioia che scaturisce non solo dall'incontro, ma dal semplice pensiero della persona amata. In questo modo dobbiamo cercare di amare Dio. Il primo comandamento, che nessuno mai potrà sostituire, è quello dell'amore per il nostro Dio. "Non avrai altro Dio fuori di me". L'amore per il prossimo si innesta sull'amore per Dio, da cui trae il proprio dinamismo....e anche il Regno di Dio è racchiuso in questo comandamento....Siamo chiamati a vivere nell'amore e senza amore non possiamo raggiungere la pienezza spirituale dei figli di Dio. San Francesco aveva raggiunto la pienezza dell'amore. "Dio, infatti, aveva infuso nell'animo del giovane Francesco un sentimento di generosa compassione, che, crescendo con lui dall'infanzia, gli aveva riempito il cuore di bontà, tanto che già allora, ascoltatore non sordo del Vangelo, si propose di dare a chiunque gli chiedesse, soprattutto se chiedeva per amore di Dio". FF1027.

PREGHIERA
Signore, Dio nostro, Tu rendi giusti i peccatori e non coloro che pensano di essere giusti. Abbi misericordia di noi peccatori. Aiutaci a fuggire l'orgoglio e donaci la forza di imitare Colui che si è umiliato fino alla morte di croce, cioè tuo Figlio Gesù che vive e regna nei secoli dei secoli.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
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SAN FRANCESCO E IL VANGELO 23 Marzo 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 82

GIOVEDI' 23 MARZO 2017

LUCA 11, !4-23

In quel tempo, Gesù stava scacciando un demonio che era muto. Uscito il demonio, il muto cominciò a parlare e le folle furono prese da stupore. Ma alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni». Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo. Egli, conoscendo le loro intenzioni, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull’altra. Ora, se anche satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl. Ma se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio.Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi nelle quali confidava e ne spartisce il bottino. Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde».
Parola del Signore.


+ Vita Seconda di Tommaso da Celano 716
Con eguale fervore subito svelava e confessava candidamente davanti a tutti il sentimento di vanagloria, che a volte si impossessava del suo spirito.
Un giorno, una vecchierella gli andò incontro, mentre attraversava Assisi e gli chiese l'elemosina. Il Santo non aveva altro che il mantello e subito glielo donò generosamente. Ma, avvertendo che nell'animo stava infiltrandosi un sentimento di vano compiacimento, subito davanti a tutti confessò di averne provato vanagloria.

MEDITAZIONE
A volte siamo così convinti che tutto dipenda da noi, che finiamo per scordarci di Dio. Facciamo, agiamo e ci comportiamo come se Dio fosse solo un dettaglio della nostra storia. Ahimè ci dimentichiamo della PROVVIDENZA. Da questa dimenticanza scaturiscono le ansie, i deliri di onnipotenza, le frustrazioni. Ma quello che è peggio, è il fatto che quando pensi di aver raggiunto un obiettivo, ti accorgi di essere rimasto con un pugno di mosche. Quanta pace invece per coloro che sanno di avere un grande amico, chiamato Dio, che si prende cura di loro e sa scrivere sulla righe storte della storia e della vita degli uomini. Francesco, amico e imitatore di Gesù, ""... Non poteva temere di soccombere davanti all'avversario lui che non cedeva neppure davanti a se stesso dopo le lunghe e sovrumane fatiche che aveva sostenuto. Era davvero di un fervore unico, e se nei secoli passati si può trovare qualche suo emulo nei buoni propositi, tuttavia non si riscontra chi lo uguagli nel fervore del desiderio. Gli riusciva più facile compiere le cose più perfette che predicarle, poiché più che alle parole che rivelano la virtù ma non fanno l'uomo virtuoso, impiegava tutte le sue forze in opere sante. Perciò, sicuro e lieto cantava a sé e a Dio canti di letizia nel suo cuore (Ef 5,19)..."" .FF483. La forza straordinaria di Dio si manifesta negli eventi più impensati del quotidiano; nelle fatiche di tutti i giorni e nelle pieghe del tempo, che all’improvviso si dilatano fino a diventare inaspettati spiragli di eternità. E’ in fondo la storia di un amicizia: quella con Dio.

PREGHIERA
Signore, Tu sai che il nostro cuore è spesso un regno diviso fra desideri contrastanti che ci conducono alla rovina. Distruggi in noi i fermenti di divisione, in modo che nulla si opponga a Te, e tutto il nostro essere si apra al tuo Regno che è giunto fra noi e durerà nei secoli dei secoli.

ACTIONES NOSTRAS”
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SAN FRANCESCO E IL VANGELO 22 Marzo 2017




SAN FRANCESCO E IL VANGELO 81

MERCOLEDI' 22 MARZO 2017
SAN BENVENUTO SCOTIVOLI francescano

MATTEO 5, 17-19
Chi insegnerà e osserverà i precetti, sarà considerato grande nel regno dei cieli.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. 
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».
Parola del Signore

+ Vita Seconda di Tommaso da Celano 715
Una volta, intorno a Natale, si era radunata molta folla per la predica presso l'eremo di Poggio. Francesco esordi a questo modo: "Voi mi credete un uomo santo e perciō siete venuti qui con devozione. Ebbene, ve lo confesso, in tutta questa quaresima, ho mangiato cibi conditi con lardo.
E così più di una volta attribuì a gola, ciò che invece aveva concesso alla malattia.

MEDITAZIONE
Secondo l’Antica Alleanza, la legge data a Mosè è strettamente legata ai profeti che annunciano il Messia. Secondo la Nuova Alleanza, i comandamenti di Gesù nel Vangelo non possono essere separati dalla sua presenza nella Chiesa e dallo Spirito Santo, che, diffuso nei nostri cuori, ci rende partecipi della vita stessa della Santa Trinità. È evidente la necessità di camminare secondo lo Spirito, cioè di lasciarsi guidare dallo Spirito. È la via nuova tracciata da Cristo, che incarnandosi in Maria per opera dello Spirito Santo, ha assunto ed elevato la nostra natura umana, imprimendo in essa il sigillo della divinità. La legge calata nella carnalità dell’uomo era solo causa di peccato e ne definiva l’entità. Ora santificati in Cristo, irrorati dallo Spirito, siamo capaci di comprendere la legge non più come capestro che schiavizza, ma come luce e lampada ai nostri passi. Solo nell’Amore siamo capaci di convincerci che quanto il buon Dio ci comanda è la cosa migliore che si possa pensare per noi. S Franceso, nella" Lettera ai reggitori dei popoli" scrisse: ""Considerate e vedete che il giorno della morte si avvicina (Cfr. Gen 47,29). 3 Vi supplico perciò, con tutta la reverenza di cui sono capace, di non dimenticare il Signore, assorbiti come siete dalle cure e preoccupazioni di questo mondo e di non deviare dai suoi comandamenti, poiché tutti coloro che dimenticano il Signore e si allontanano dai comandamenti di lui, sono maledetti (Cfr. Sal 118,21) e saranno dimenticati da lui (Ez 33,13).
4 E quando verrà il giorno della morte, tutte quelle cose che credevano di possedere saranno loro tolte (Cfr. Lc 8.18). 5 E quanto più sapienti e potenti saranno stati in questo mondo tanto maggiori saranno i tormenti che dovranno patire nell'inferno (Cfr. Sap 6,7)"". FF211.
In questa Quaresima chiediamo una duplice conversione: che il nostro cuore sia sempre rivolto a Dio, in ascolto di quanto ci chiede; e che impariamo, grazie a ciò, a conformare il quotidiano delle nostre giornate a tutto quanto egli ci domanda con la sua parola. 

PREGHIERA
Signore, le nostre colpe ci sembrano spesso leggere e i nostri peccati trascurabili. Facci vedere come ogni particolare dei tuoi comandamenti ha la sua importanza., e rendici pienamente fedeli, senza meschinità e grettezza di spirito, alla tua legge, che è quella dell'amore. Tu che ci ami e ci salvi nei secoli dei secoli.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
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lunedì 20 marzo 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 21 Marzo 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 80
MARTEDI' 21 MARZO 2017
MATTEO 18,21-35
Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito. 
Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.
Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto. 
Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».
Parola del Signore
+ Vita Seconda di Tommaso da Celano 714
Mentre teneva in grande pregio la gioia spirituale, evitava con cura quella vana, convinto che si deve amare diligentemente ciò che aiuta a progredire, e allo stesso modo si deve evitare ciò che è dannoso. La vanagloria, la stroncava ancora in germe, non permettendo che rimanesse neppure un istante ciò che potesse offendere gli occhi del suo Signore. Spesso infatti quando si sentiva molto elogiare, se ne addolorava e gemeva assumendo subito un aspetto triste.

Un inverno, il Santo aveva il povero corpo coperto di una sola tonaca, rafforzata con pezze molto grossolane. Il guardiano, che era anche suo compagno, comprò. una pelle di volpe e gliela portò dicendo: " Padre, tu soffri di milza e di stomaco: prego la tua carità nel Signore di permettere di cucire all'interno della tonaca questa pelle. Se non la vuoi tutta, almeno accettane una parte in corrispondenza dello stomaco ". Francesco rispose: "Se vuoi che porti sotto la tonaca questa pelliccia, fammene porre un'altra della stessa misura all'esterno. Cucita al di fuori sarà indizio della pelle nascosta sotto ".
Il frate ascoltò, ma non era del parere, insistette, ma non ottenne di più. Alla fine il guardiano si arrese, e fece cucire una pelliccia sull'altra, perché Francesco non apparisse di fuori diverso da quello che era dentro.
O esempio di coerenza, identico nella vita e nelle parole! Lo stesso dentro e fuori, da suddito e da superiore! Tu non desideravi alcuna gloria né esterna né privata, perché ti gloriavi solamente del Signore. Ma, per carità, non vorrei offendere chi usa pellicce, se oso dire che una pelle prende il posto dell'altra. Sappiamo infatti che sentirono bisogno di tuniche di pelle, perché si trovarono spogli dell'innocenza.
MEDITAZIONE
Buon senso, opportunità, giustizia umana sono termini insufficienti per comprendere adeguatamente la morale cristiana. Dopo la morte redentiva di Cristo l’uomo si trova in una situazione nuova: l’uomo è un perdonato. Il debito gli è stato rimesso, la sua condanna cancellata.... 
mentre noi non riusciamo a passare la spugna su un'offesa che ci è stata fatta e che esige riparazione. Se il Padre guarda l’uomo come perdonato in Cristo, io non lo posso guardare come un condannato. Se il Padre ci accoglie in Cristo così come siamo per trasfigurarci in lui, l’accoglienza benevola diventa un bisogno della vita, una beatitudine. Anche Francesco predicava la necessità di perdonare. Un giorno, disse a un povero che odiava il suo padrone: " Fratello, perdona per amore di Dio al tuo padrone: salverai la tua anima e può darsi che ti restituisca il maltolto. Altrimenti hai perduto i tuoi beni e perderai anche l'anima" . Ricordiamoci che i debiti che i fratelli hanno nei nostri confronti sono insignificanti rispetto a ciò che noi dobbiamo a Dio.

PREGHIERA
Signore, Dio di giustizia e di tenerezza, non tener conto dei nostri debiti, ma donaci la consapevolezza di essere sempre debitori insolvibili. Allora praticheremo, verso coloro che ci hanno fatto dei torti, la bontà, la pazienza e il perdono, sull'esempio del tuo Figlio Gesù, nostro Signore.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
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domenica 19 marzo 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 20 Marzo 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 79

LUNEDI' 20 MARZO 2017
S.GIUSEPPE-solennità-proprio

LUCA 2, 41-51a

I genitori di Gesù si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l’usanza; ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero.
Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.
Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.
Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: “Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo”. Ed egli rispose: “Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?”. Ma essi non compresero le sue parole.
Partì dunque con loro e tornò a Nazaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore.
Parola del Signore.

+ Vita Seconda di Tommaso da Celano 713

713 Il Santo disse pure una volta: «si deve provvedere a frate corpo con discrezione, perché non susciti una tempesta di malinconia. E affinché non gli sia di peso vegliare e perseverare devotamente nella preghiera, gli si tolga l'occasione di mormorare. Potrebbe infatti dire: -- Vengo meno dalla fame, non posso portare il peso del tuo esercizio--. Se poi, dopo aver consumato vitto sufficiente borbottasse, sappi che il giumento pigro ha bisogno degli sproni e l'asinello svogliato attende il pungolo».
Fu questo l'unico insegnamento, nel quale la condotta del Padre non corrispose alle parole. Perché soggiogava il suo corpo, assolutamente innocente, con flagelli e privazioni e gli moltiplicava le percosse senza motivo. Infatti il calore dello spirito aveva talmente affinato il corpo, che come l'anima aveva sete di Dio, così ne era sitibonda in molteplici modi anche la sua carne santissima.

MEDITAZIONE
Spesso ci chiediamo perchè la genealogia da Davide a Gesù passi attraverso Giuseppe, dal momento che lui è solo il padre putativo di Gesù. I contemporanei di Matteo si accontentavano dell'appartenenza giuridica alla discendenza davidica, Anche oggi, chi ha fede, guarda lo sconvolgimento che l'intervento di Dio opera sempre nella storia degli uomini. Notiamo che Dio ha chiamato anche Giuseppe a collaborare, umilmente ma efficacemente, con tutta la sua fede, per far entrare legalmente Gesù nella famiglia di Davide, oggetto delle promesse messianiche. In questa collaborazione degli uomini si realizza il Regno. Ogni essere è un mistero per quelli che lo circondano. La sofferenza che nasce da questa solitudine collettiva non trova pace se non nella fede. Noi siamo vicini gli uni agli altri perché siamo tutti amati di un amore divino. L’amore che ci unisce, lungi dall’abolire il nostro essere diversi gli uni dagli altri, rafforza, anima e sviluppa quanto c’è di originale in noi. Ma solo una carità che venga da Dio può mettere nei nostri cuori una tale disposizione. E san Francesco d'Assisi era pieno di questa carità....

PREGHIERA
O Dio, nostro creatore e Padre,
tu hai voluto che il tuo Figlio,
generato prima dell’aurora del mondo,
divenisse membro dell’umana famiglia;
ravviva in noi la venerazione
per il dono e il mistero della vita,
perché i genitori si sentano partecipi
della fecondità del tuo amore,
e i figli crescano in sapienza, età e grazia,
rendendo lode al tuo santo nome.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen