venerdì 22 giugno 2018

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 20 GIUGNO 2018

 una foto.
12 min
San Francesco e il Vangelo
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 171
MERCOLEDI' 20 GIUGNO 2018
S.GOBANO
MATTEO 6,1-6. 16-18
Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 
«State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. 
Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».
Parola del Signore
VITA SECONDA DI TOMMASO DA CELANO 808
Mentre i frati versavano amarissime lacrime e si lamentavano desolati, si fece portare del pane, lo benedisse, lo spezzò e ne diede da mangiare un pezzetto a ciascuno. Volle anche il libro dei Vangeli e chiese che gli leggessero il Vangelo secondo Giovanni, dal brano che inizia: Prima della festa di Pasqua ecc. Si ricordava in quel momento della santissima cena, che il Signore aveva celebrato con i suoi discepoli per l'ultima volta, e fece tutto questo appunto a veneranda memoria di quella cena e per mostrare quanta tenerezza di amore portasse ai frati.

+MEDITAZIONE
Agire nel segreto, nel nascondimento pensando a dare gloria solo a Dio per attenderci da lui una ricompensa infinitamente superiore ad ogni nostra attesa, è virtù di pochi. Occorre la fede, la retta intenzione, la speranza nei beni futuri per smettere di cercare la fama e la ricompensa degli uomini, sapendo che le delusioni ci opprimono, le disapprovazioni ci mortificano, l’insuccesso spegne in noi la voglia di proseguire. Dio ci premia colmandoci di bene e il suo premio dura per l’eternità. Ecco perché il nostro dono, il nostro digiuno, le nostre preghiere, devono avere sempre la caratteristica della gratuità e il primo destinatario deve essere Lui, il Signore a cui dobbiamo onore e gloria. Francesco si era donato totalmente a Dio, perchè credeva in Lui e lo amava profondamente. Tutte le sue opere di carità erano dettate dall'amore per il suo Signore verso il Quale dirigeva tutte le sue preghiere, i suoi sospiri, i suoi digiuni, le sue lacrime......

PREGHIERA
O Dio, fortezza di chi spera in te,
ascolta benigno le nostre invocazioni,
e poiché nella nostra debolezza nulla possiamo
senza il tuo aiuto,
soccorrici con la tua grazia,
perché fedeli ai tuoi comandamenti
possiamo piacerti nelle intenzioni e nelle opere.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 22 GIUGNO 2018

 

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 173
VENERDI' 22 GIUGNO 2018
S.PAOLINO DA NOLA
MATTEO 6,19-23
Dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 
«Non accumulate per voi tesori sulla terra, dove tarma e ruggine consumano e dove ladri scassìnano e rubano; accumulate invece per voi tesori in cielo, dove né tarma né ruggine consumano e dove ladri non scassìnano e non rubano. Perché, dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore.
La lampada del corpo è l’occhio; perciò, se il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà luminoso; ma se il tuo occhio è cattivo, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra!».
Parola del Signore
DALLA LEGGENDA PERUGINA 1629
ABUSI E SVIAMENTI
1629 75. Nel tempo in cui Francesco dimorava nel palazzo del vescovo di Assisi, un giorno uno dei suoi compagni gli disse: « Padre, perdonami. Quello che sto per dirti è già stato notato da molti ». E continuò: « Tu sai come una volta in tutto il nostro Ordine, per grazia di Dio, fioriva la purezza della perfezione. Tutti i frati osservavano con fervore e impegno la santa povertà in ogni cosa: negli edifici piccoli e miseri, negli utensili pochi e rozzi, nei libri scarsi e poveri, nei vestiti da pezzenti. In questo, come in tutto il loro comportamento esteriore, erano concordi nello stesso volere, solleciti nell'osservare tutto ciò che riguarda la nostra professione e vocazione e buon esempio; unanimi erano nell'amare Dio e il prossimo. Ma da poco tempo in qua, questa purezza e perfezione ha cominciato ad alterarsi, checché i frati dicano per scusarsi, sostenendo che non si può più osservare questo ideale per la moltitudine dei frati. Molti inoltre credono che il popolo sia meglio edificato da questo nuovo modo di vivere che da quello primitivo, e hanno la sensazione che sia più conveniente vivere e comportarsi così. Hanno quindi scarsa stima della semplicità e povertà, che sono state ispirazione e base del nostro movimento. Considerando queste deviazioni, siamo persuasi che dispiacciano anche a te; ma restiamo fortemente stupiti nel vedere che tu le sopporti e non le correggi, se ti dispiacciono ».

MEDITAZIONE 
La ricchezza che gli uomini apprezzano può essere loro tolta in qualsiasi momento. Il solo valore che rimane in eterno è quello di un cuore fedele alla luce interiore che gli permette di distinguere il bene dal male. Dio ci fa trovare la gioia, e questa gioia non viene che da Lui, da Lui solo. Anzi, la gioia è Lui ! Ognuno sceglie il proprio tesoro. Se il nostro cuore è rapito e sedotto dal Signore, sarà Lui il nostro tesoro, il nostro unico Bene. Quando ci allontaniamo da ogni genere di cupidigia e di egoismo, quella gioia che è in noi si riflette nei nostri occhi e siamo nella luce e doniamo luce. E' quello che è accaduto a Francesco: “ Lo Spirito del Signore, che lo aveva unto e inviato , assisteva il suo servo Francesco, ovunque si dirigesse; lo assisteva Cristo stesso, potenza e sapienza di Dio. Per questo le sue parole sovrabbondavano di sana dottrina e i suoi miracoli erano così splendidi ed efficaci. Era, la sua parola, come un fuoco ardente, che penetrava l'intimo del cuore e ricolmava d'ammirazione le menti; non sfoggiava l'eleganza della retorica, ma aveva il profumo e l'afflato della rivelazione divina”. FF1210.

PREGHIERA
O Dio, fortezza di chi spera in te,
ascolta benigno le nostre invocazioni,
e poiché nella nostra debolezza nulla possiamo
senza il tuo aiuto,
soccorrici con la tua grazia,
perché fedeli ai tuoi comandamenti
possiamo piacerti nelle intenzioni e nelle opere.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 21 GIUGNO 2018

 
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 172
GIOVEDI' 21 GIUGNO 2018
S.LUIGI GONZAGA-memoria-
MATTEO 6,7-15
Voi dunque pregate così.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.
Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.
Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».
Parola del Signore
+VITA SECONDA DI TOMMASO DA CELANO 809
Trascorse i pochi giorni che gli rimasero in un inno di lode, invitando i suoi compagni dilettissimi a lodare con lui Cristo. Egli poi, come gli fu possibile, proruppe in questo salmo: Con la mia voce ho gridato al Signore, con la mia voce ho chiesto soccorso al Signore. Invitava pure tutte le creature alla lode di Dio, e con certi versi, che aveva composto un tempo, le esortava all'amore divino. Perfino la morte, a tutti terribile e odiosa, esortava alla lode, e andandole incontro lieto, la invitava ad essere suo ospite: " Ben venga, mia sorella morte!".

MEDITAZIONE
La preghiera verso il Padre è connaturale e continua per Gesù, ed è come acqua viva di sorgente; e come pregava bene! Spesso si isolava e passava notti intere nella preghiera: era il suo riposo e il respiro della sua anima, e si trasfigurava tutto, in un’estasi d’amore, nella bellezza dell’amore di Dio. Gesù, che è vero Figlio di Dio Padre Creatore, amava la preghiera ed era sempre in intima comunione di dialogo e d’amore con Lui, e Lo chiamava: “Abba! Papà!”. Tra di Loro esiste un amore eterno, un amore ardente, ed una confidenza senza fine nello Spirito Santo: si parlano cuore a cuore, e vivono di un abbraccio eterno nello Spirito di eterno Amore. Pregare è comunione con Dio anche per noi e non dimentichiamo che pregare e domandare nel nome di Gesù, è innanzi tutto pregare per avere un cuore simile al suo, affinché sia nella gioia, come nelle prove più grandi, nelle sofferenze più atroci e anche 
nell’avvicinarsi della morte, possiamo dire con la stessa fiducia infinita, con lo stesso amore infinito: “Sia fatta la tua volontà”. Per ciò che riguarda Francesco, pur di dedicarsi totalmente a Dio, rinunciò alla paternità del padre terreno. "" Quel padre carnale cercava, poi, di indurre quel figlio della grazia, ormai spogliato del denaro, a presentarsi davanti al vescovo della città, per fargli rinunciare, nelle mani di lui,all'eredità paterna e restituire tutto ciò che aveva . Il vero amatore della povertà accettò prontamente questa proposta. Giunto alla presenza del vescovo, non sopporta indugi o esitazioni; non aspetta né fa parole; ma, immediatamente, depone tutti i vestiti e li restituisce al padre. Si scoprì allora che l'uomo di Dio, sotto le vesti delicate, portava sulle carni un cilicio. Poi, inebriato da un ammirabile fervore di spirito, depose anche le mutande e si denudò totalmente davanti a tutti dicendo al padre: “ Finora ho chiamato te, mio padre sulla terra; d'ora in poi posso dire con tutta sicurezza: Padre nostro, che sei nei cieli, perché in Lui ho riposto ogni mio tesoro e ho collocato tutta la mia fiducia e la mia speranza ”. FF1043.

PREGHIERA
O Dio, principio e fonte di ogni bene,
che in san Luigi Gonzaga
hai unito in modo mirabile l’austerità e la purezza,
fa’ che per i suoi meriti e le sue preghiere,
se non lo abbiamo imitato nell’innocenza,
lo seguiamo sulla via della penitenza evangelica.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

martedì 19 giugno 2018

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 19 GIUGNO 2018



SAN FRANCESCO E IL VANGELO 170
MARTEDI' 19 GIUGNO 2018
S.ROMUALDO
MATTEO 5, 43-48
Siate perfetti come il Padre vostro celeste.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 
«Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo” e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».
Parola del Signore
+VITA SECONDA DI TOMMASO DA CELANO 806-7
806. Poi il Santo alzò le mani al cielo, glorificando il suo Cristo, perché poteva andare libero a lui senza impaccio di sorta.
Ma per dimostrare che in tutto era perfetto imitatore di Cristo suo Dio, amò sino alla fine i suoi frati e figli, che aveva amato fin da principio.
Fece chiamare tutti i frati presenti nella casa, e cercando di lenire il dolore che dimostravano per la sua morte, li esortò con affetto paterno all'amore di Dio. Si intrattenne a lungo sulla virtù della pazienza e sull'obbligo di osservare la povertà, raccomandando più di ogni altra norma il santo Vangelo. Poi, mentre tutti i frati gli erano attorno, stese la sua destra su di essi e la pose sul capo di ciascuno cominciando dal suo vicario: "Addio--disse--voi tutti figli miei, vivete nel timore del Signore e conservatevi in esso sempre! E poiché si avvicina l'ora della prova e della tribolazione, beati quelli che persevereranno in ciò che hanno intrapreso! Io infatti mi affretto verso Dio e vi affido tutti alla sua grazia". E benedisse nei presenti anche tutti i frati, ovunque si trovassero nel mondo, e quanti sarebbero venuti dopo di loro sino alla fine dei secoli.
807 Nessuno si usurpi questa benedizione, che impartì ai presenti per gli assenti. Come è stata riportata altrove, ha chiaramente qualche riferimento personale, ma ciò va piuttosto riferito all'ufficio.

MEDITAZIONE
È umano, è naturale che noi non possiamo amare i nostri nemici. Possiamo a stento evitare di ripagarli con gli stessi torti, ed è già molto! Ma Gesù ci chiama a molto di più. Egli ci dice di “amarli e di pregare per loro”. Dio ha creato il nostro cuore in modo che esso non possa essere neutrale. Quando restiamo indifferenti nei confronti di qualcuno, siamo incapaci di scoprire ciò che vi è di migliore in lui, siamo incapaci di perdonarlo veramente. Si tratta ancora, quindi, di imitare il nostro Padre celeste, non nella sua potenza, nella sua saggezza, nella sua intelligenza, ma nella sua bontà e nella sua misericordia. La sostanza della santità è la perfezione dell’amore, che culmina nell’amore dei nemici. Francesco ha capito che la sua esistenza è immersa in un mistero d'amore: un tesoro che non è da possedere, ma da cui essere posseduti….ed ha aperto maggiormente la sua vita all’eterno Amore.

PREGHIERA
O Dio, Padre di eterna misericordia,
fa’ che si convertano a te i nostri cuori,
perché nella ricerca dell’unico bene necessario
e nelle opere di carità fraterna
siamo sempre consacrati alla tua lode.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 18 GIUGNO 2018

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SAN FRANCESCO E IL VANGELO 169
LUNEDI' 18 GIUGNO 2018
S.GREGORIO BARBARIGO
MATTEO 5,38-42
Io vi dico di non opporvi al malvagio.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 
«Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio” e “dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello.  E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due.  Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle».
Parola del Signore
VITA SECONDA DI TOMMASO DA CELANO 805
A tale vista, i figli proruppero in pianto dirotto e, traendo dal cuore profondi sospiri, quasi vennero meno sopraffatti dalla commozione.

Intanto, calmati in qualche modo i singhiozzi, il suo guardiano, che aveva compreso per divina ispirazione il desiderio del Santo, si alzò in fretta, prese una tonaca, i calzoni ed il berretto di sacco: "Sappi--disse al Padre-- che questa tonaca, i calzoni ed il berretto, io te li do in prestito, per santa obbedienza! E perché ti sia chiaro che non puoi vantare su di essi nessun diritto, ti tolgo ogni potere di cederli ad altri ".
Il Santo sentì il cuore traboccare di gioia, perché capì di aver tenuto fede sino alla fine a madonna Povertà. Aveva infatti agito in questo modo per amore della povertà, così da non avere in punto di morte neppure l'abito proprio, ma uno ricevuto in prestito da altri.
Aveva poi l'abitudine di portare in testa un berretto di sacco per coprire le cicatrici riportate nella cura degli occhi, mentre gli sarebbe stato necessario un copricapo di lana qualsiasi, purché fine e morbidissima.
MEDITAZIONE
La non-violenza richiesta da Gesù non è vile rassegnazione, ma forza e intraprendenza dell'amore. Egli ci dice: «Amatevi gli uni gli altri, come io ho amato voi». È quel «come» che ci mette in crisi; dobbiamo amare e perdonare come ha fatto Gesù con noi. . Purtroppo non siamo ancora riusciti a far nascere nel nostro mondo la civiltà dell’amore.Dobbiamo volgere ancora lo sguardo a Colui che hanno trafitto e allora le trafitture che la vita ci riserva potranno diventare i segni visibili della nostra vittoria, e questo, solo con la grazia di Dio. Imitiamo Francesco nell'amore infinito per il Signore crocifisso. ""...egli fu totalmente trasfigurato per opera d'estatico amore verso di Lui, ad immagine del Crocifisso,nello spirito, nel cuore, nelle opere."" FF1256.

PREGHIERA
O Dio, fortezza di chi spera in te,
ascolta benigno le nostre invocazioni,
e poiché nella nostra debolezza nulla possiamo
senza il tuo aiuto,
soccorrici con la tua grazia,
perché fedeli ai tuoi comandamenti
possiamo piacerti nelle intenzioni e nelle opere.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen.

domenica 17 giugno 2018

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 17 GIUGNO 2018

 
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 168
DOMENICA 17 GIUGNO 2018
MARCO 4,26-34
In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».
Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».
Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.

Leggenda Maggiore di San Bonaventura XIV, 3 : FF 1239
1239 3. Durante il biennio che seguì alla impressione delle stimmate, egli, come una pietra destinata all'edificio della Gerusalemme celeste, era stato squadrato dai colpi della prova, per mezzo delle sue molte e tormentose infermità, e, come un materiale duttile, era stato ridotto all'ultima perfezione sotto il martello di numerose tribolazioni. Nell'anno ventesimo della sua conversione, chiese che lo portassero a Santa Maria della Porziuncola, per rendere a Dio lo spirito della vita, là dove aveva ricevuto lo spirito della grazia. Quando vi fu condotto, per dimostrare che, sul modello di Cristo-Verità, egli non aveva nulla in comune con il mondo, durante quella malattia così grave che pose fine a tutto il suo penare, si prostrò in fervore di spirito, tutto nudo sulla nuda terra: così, in quell'ora estrema nella quale il nemico poteva ancora scatenare la sua ira, avrebbe potuto lottare nudo con lui nudo. Così disteso sulla terra, dopo aver deposto la veste di sacco, sollevò la faccia al cielo, secondo la sua abitudine totalmente intento a quella gloria celeste, mentre con la mano sinistra copriva la ferita del fianco destro, che non si vedesse. E disse ai frati: “ Io ho fatto la mia parte; la vostra, Cristo ve la insegni ”.

MEDITAZIONE
Ci accorgiamo spesso che il Regno di Dio progredisce proprio là dove non l’abbiamo nemmeno annunciato; spesso accade tra coloro a cui non prestiamo attenzione e persino dove poniamo degli ostacoli al Regno. La Parola di Dio è essa stessa all’opera, potente e creatrice. Dio ci affida questa Parola come un piccolo seme: se lo lasciamo maturare, è capace di cambiare il mondo. Non è la povertà che conduce la Chiesa alla sconfitta, ma i suoi cedimenti alla tentazione di essere potente. L’umiltà è la radice che fa fruttificare il seme. Il Regno di Dio esige l’umiltà di Francesco. Cè un segno per riconoscere quelli che sono di Gesù: lasciarsi crocifiggere, subendo ciò che è “duro e amaro” nel silenzio, offrendo sé stessi in sacrificio. Perché la carità “tutto crede, tutto opera”, “tutto copre” perché il fratello non deve essere avvilito e .......“tutto sopporta” certa di “vincere col bene ogni male”. L’amore accetta tutto a motivo di Gesù che è Amore.

PREGHIERA
O Dio, che in san Francesco
hai dato alla tua Chiesa
un modello sublime di santità e di dottrina,
donaci la luce per comprendere i suoi insegnamenti
e la forza per imitare i suoi esempi.
Per Gesù Cristo nostro Signore...
“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
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SAN FRANCESCO E IL VANGELO 16 GIUGNO 2018


SAN FRANCESCO E IL VANGELO 167
SABATO 16 GIUGNO 2018
SS.QUIRICO e GIULITTA
MATTEO 5,33-37
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “Sì, sì”, “No, no”; il di più viene dal Maligno». 
Parola del Signore
+VITA SECONDA DI TOMMASO DA CELANO 802
213. Una notte, essendo sfinito più del solito per le gravi e diverse molestie delle sue malattie, cominciò nelI'intimo del suo cuore ad avere compassione di se stesso. Ma, affinché lo spirito sempre pronto non provasse, neppure per un istante, alcuna debolezza umana per il corpo, invocò Cristo e col suo aiuto tenne saldo lo scudo della pazienza. Mentre pregava così impegnato in questa lotta, Signore gli promise la vita eterna con questa similitudine:
"Supponi che la terra e l'universo intiero sia oro prezioso di valore inestimabile e che, tolto ogni dolore, ti venga dato per le tue gravi sofferenze un tesoro di tanta gloria che, a suo confronto, sia un niente l'oro predetto, neppure degno di essere nominato; non saresti tu contento e non sopporteresti volentieri questi dolori momentanei? ".
"Certo sarei contento--rispose il Santo--e sarei contento smisuratamente!".
"Esulta dunque,--conclude il Signore--perché la tua infermità è caparra del mio regno e per il merito della pazienza devi aspettarti con sicurezza e certezza di aver parte allo stesso regno ".
Quanta esultanza pensi che abbia provato questo uomo, beato per una promessa così felice? Con quanta pazienza, non solo, ma anche con quanto amore avrà abbracciato le sofferenze fisiche? Soltanto lui lo sa adesso perfettamente, perché allora non fu in grado di esprimerlo. Tuttavia ne fece qualche cenno ai compagni, come poté.

803
In quella circostanza compose alcune Lodi delle creature, in cui le invita a lodare come è loro possibile, il Creatore.

MEDITAZIONE
“Il vostro parlare sia sì sé e no no, il superfluo viene dal maligno!”. Presa alla lettera, questa affermazione, fa tremare i polsi se appena pensiamo alle nostre logorree, passerelle di opinioni, dibattiti, tavole rotonde, comizi, pubblicità, sottolineature, precisazioni? Quanto di tutto ciò serve alla causa del Regno di Dio? Non ci dice niente, a proposito di essenzialità del comunicare, l’eloquente “silenzio eucaristico” di un Ostia esposta all’adorazione delle silenti claustrali in uno sperduto monastero? Non ci dice proprio niente questo bell’aforisma: “Il silenzio è la lingua madre di Dio?” E per concludere l’etimologia della parola “silenzio”. Deriva dal verbo latino “silére” che è quel magico fruscio delle spighe di frumento che si schiudono nei campi nei caldi meriggi d’estate. Sarà un caso questa curiosa associazione? E' nel silenzio che Francesco manteneva costantemente aperto il dialogo con Gesù. Nel silenzio la Sua voce si può sempre udire e, anche se la nostra visione è ancora imperfetta, il suono della Sua voce sarà sempre certezza della Sua presenza.

PREGHIERA
O Dio, sorgente di ogni bene,
ispiraci propositi giusti e santi
e donaci il tuo aiuto,
perché possiamo attuarli nella nostra vita.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen