martedì 25 luglio 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 24 Luglio 2017

San Francesco e il Vangelo
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 205
LUNEDI' 24 LUGLIO 2017
S.CHARBEL MAKHLUF
MATTEO 12,38-42
La regina del Sud si alzerà contro questa generazione.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, alcuni scribi e farisei dissero a Gesù: «Maestro, da te vogliamo vedere un segno». 
Ed egli rispose loro: «Una generazione malvagia e adultera pretende un segno! Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona il profeta. Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell’uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra. 
Nel giorno del giudizio, quelli di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona! Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro questa generazione e la condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone!».
Parola del Signore
+ TRATTATO DEI MIRACOLI
CAPITOLO III
IL POTERE CHE EBBE SULLE CREATURE INSENSIBILI,
E SPECIALMENTE SUL FUOCO
838 16. Gagliano è un paese popoloso e illustre in diocesi di Sulmona. In esso viveva una donna di nome Maria che, giunta alla conversione attraverso le difficili vie del mondo, si era dedicata totalmente al servizio di san Francesco.
Era salita un giorno su un monte, riarso per la totale mancanza d'acqua, con l'intenzione di potare gli aceri verdeggianti; aveva dimenticato di portare con sé l'acqua e, per il calore eccessivo, cominciò a venir meno per l'arsura della sete. Non potendo ormai far nulla e giacendo per terra esaurita, cominciò a invocare il suo patrono san Francesco. Affaticata si assopì. Ed ecco sopraggiungere san Francesco, che la chiamò col suo nome: "Alzati e bevi l'acqua che a te e a molti altri viene offerta quale dono di Dio". Sbadigliò la donna a tale voce e vinta dal sonno tornò a riposare. Chiamata ancora una volta, ancor molto stanca, rimase a terra sdraiata. La terza volta però, confortata al comando del Santo si alzò. E afferrando una felce vicina la estrasse dal terreno. Avendo allora scorto che la sua radice era tutta intrisa d'acqua, con le dita e con un piccolo ramoscello cominciò a scavare tutt'attorno. Subito la fossa si riempì d'acqua e la piccola goccia crebbe fino a divenire fonte. Bevve la donna e dissetata, si lavò gli occhi che, gravemente indeboliti da una lunga malattia, non potevano vedere nulla con chiarezza. Si illuminarono i suoi occhi e, sparita la rugosa vecchiezza si riempirono come di nuova luce. La donna si affrettò verso casa, per annunciare a tutti tale stupendo miracolo a gloria di san Francesco. Si diffuse la notizia del miracolo in altre regioni, giungendo alle orecchie di tutti. Accorsero da ogni parte molti colpiti da varie malattie che, fatta anzitutto la confessione per la salvezza dell'anima, vennero qui liberati dalle loro infermità. Infatti i ciechi riaquistarono la vista, gli zoppi ripresero a camminare, anche gli obesi divennero più snelli, e ad ogni infermità viene offerto il giusto rimedio. Ancora oggi dalla fonte prodigiosa l'acqua continua a sgorgare; è stato qui costruito un oratorio in onore di san Francesco.

MEDITAZIONE
Abbiamo iniziato un cammino in obbedienza alla divina volontà e non dobbiamo chiedere "segni", come i farisei. Dio agli Israeliti nel deserto ha dato segni strepitosi e li darà anche ai nostri tempi, se così gli piacerà, ma non tocca a noi chiederli. La richiesta di segni è molte volte un alibi per la nostra incredulità e mancanza di fiducia totale in Dio, un Dio forte e fedele, che ci chiama ad avanzare insieme a lui, che fa delle difficoltà mezzi per "dimostrare la sua gloria", la sua presenza vittoriosa: da noi vuole solo una totale fiducia, simile a quella che animava Francesco e che lui cercava di trasmettere ai suoi frati. Diceva loro: " Andate, carissimi, a due a due per le varie parti del mondo e annunciate agli uomini la pace e la penitenza in remissione dei peccati; e siate pazienti nelle persecuzioni, sicuri che il Signore adempirà il suo disegno e manterrà le sue promesse. Rispondete con umiltà a chi vi interroga, benedite chi vi perseguita, ringraziate chi vi ingiuria e vi calunnia, perché in cambio ci viene preparato il regno eterno". FF366.

PREGHIERA
Sii propizio a noi tuoi fedeli, Signore,
e donaci i tesori della tua grazia,
perché, ardenti di speranza, fede e carità,
restiamo sempre fedeli ai tuoi comandamenti.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

sabato 22 luglio 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 23 Luglio 2017

 
San Francesco e il Vangelo
7 giugno
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 204
DOMENICA 23 LUGLIO 2017
MATTEO 13, 24-43 
Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponètelo nel mio granaio”».
Espose loro un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami».
Disse loro un’altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».
Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta:
«Aprirò la mia bocca con parabole, proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo».
Poi congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!».

Parola del Signore.
Forma breve (Mt 13,24-30):
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponètelo nel mio granaio”».
Parola del Signore
TRATTATO DEI MIRACOLI
CAPITOLO III
IL POTERE CHE EBBE SULLE CREATURE INSENSIBILI,
E SPECIALMENTE SUL FUOCO
837 15. Il beato Francesco, desiderando qualche volta andare ad un eremo per attendere più liberamente alla contemplazione, poiché era molto debole, ottenne da un povero uomo un asino da cavalcare. Costui mentre saliva nella calura estiva per i viottoli montagnosi, seguendo l'uomo di Dio, è preso dalla fatica del lungo cammino su una strada troppo aspra e lunga, e, prima di arrivare alla meta, viene meno dalla sete. Si mette dunque a supplicare con insistenza il Santo che abbia pietà di lui, dicendo che sarebbe morto se non avesse bevuto qualche sorso d'acqua. Il santo di Dio, che sempre era compassionevole verso gli afflitti, senza indugio discese dall'asino e, piegate a terra le ginocchia, alzò le palme verso il cielo, non cessando di pregare, finché si sentì esaudito. "Affrettati, disse al contadino, e troverai acqua viva, che in questo istante Cristo misericordioso ha fatto sgorgare dalla pietra". Stupenda degnazione di Dio, che si china verso i suoi servi così facilmente!
Beve il contadino l'acqua sgorgata dalla pietra per virtù della preghiera del Santo e gustò una bevanda tratta dalla durissima roccia. Polla d'acqua in quel luogo non c'era mai stata, né in seguito si è mai potuta ritrovare, come dimostrano le ricerche diligentemente fatte.

MEDITAZIONE
Il male che c’è nel mondo non proviene da Dio, ma dal suo nemico, il Maligno. Questo nemico è astuto: ha seminato il male in mezzo al bene, così che è impossibile a noi uomini separarli nettamente; ma Dio, alla fine, potrà farlo. Noi a volte abbiamo una gran fretta di giudicare, classificare, mettere di qua i buoni, di là i cattivi… Dio invece sa aspettare. Egli guarda nel campo della vita di ogni persona con pazienza e misericordia: vede molto meglio di noi la sporcizia e il male, ma vede anche i germi del bene e attende con fiducia che maturino. Dio è paziente e ci aspetta con il cuore in mano per accoglierci, per perdonarci. Ed è grazie a questa paziente speranza di Dio che la stessa zizzania, cioè il cuore peccatore, alla fine può diventare buon grano. Ma attenzione: la pazienza evangelica non è indifferenza al male; non si può fare confusione tra bene e male! Di fronte alla zizzania presente nel mondo il discepolo del Signore è chiamato a imitare la pazienza di Dio e ad alimentare la speranza con il sostegno di un’incrollabile fiducia nella vittoria finale dell’unico Bene. Un'anima che il nemico non riuscì a far cadere in tentazione è quella di Francesco, perchè si è sforzato per tutta la vita di vivere nella Volontà di Dio. Diceva ai suoi compagni:""Ora noi dobbiamo fare tutto, secondo il modello che vediamo risplendere in Lui, come su un monte eccelso. Perciò sembra maggiormente gradito a Dio, che io lasci da parte il riposo e vada nel mondo a lavorare ”. Per molti giorni ruminò discorsi di questo genere con i frati; ma non riusciva ad intuire con sicurezza la strada da scegliere, quella veramente più gradita a Cristo. Lui, che mediante lo spirito di profezia veniva a conoscere cose stupefacenti, non era capace di risolvere con chiarezza questo interrogativo da se stesso: la Provvidenza di Dio preferiva che fosse una risposta venuta dal cielo a mostrare l'importanza della predicazione e che il servo di Cristo si conservasse nella sua umiltà"". FF1204.

PREGHIERA
Ci sostenga sempre, o Padre,
la forza e la pazienza del tuo amore;
fruttifichi in noi la tua parola,
seme e lievito della Chiesa,
perché si ravvivi la speranza
di veder crescere l’umanità nuova,
che il Signore al suo ritorno
farà splendere come il sole nel tuo regno.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

venerdì 21 luglio 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 22 Luglio 2017


San Francesco e il Vangelo
7 giugno
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 203
SABATO 22 LUGLIO 2017
SS. MARIA MADDALENA--memoria--proprio-
GIOVANNI 20,1-2. 11-18
Ho visto il Signore e mi ha detto queste cose.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto».
Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» - che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”».
Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.
Parola del Signore

+ TRATTATO DEI MIRACOLI
CAPITOLO III
IL POTERE CHE EBBE SULLE CREATURE INSENSIBILI,
E SPECIALMENTE SUL FUOCO
836 14. Nel tempo in cui era afflitto dalla malattia degli occhi, i confratelli persuasero l'uomo di Dio ad accettare le cure; perciò venne chiamato al luogo dei frati un chirurgo. Costui portò con sé lo strumento di ferro per la cauterizzazione e ordinò di metterlo sul fuoco, fino a che non fosse reso incandescente. Al che il beato Padre, confortando il proprio corpo scosso dal timore, così si rivolse al fuoco: " Fratello mio fuoco, l'Altissimo ti ha creato per emulare in bellezza le altre cose, potente, bello e utile. Siimi favorevole in questo momento, siimi amico, poiché già ti ho amato nel Signore! Prego il grande Iddio che ti ha creato, che moderi il tuo calore in modo che ora io possa dolcemente sopportarlo ". Terminata l'orazione, benedisse con un segno di croce il fuoco e quindi, pieno di coraggio, attese. Mentre il ferro rovente e scintillante veniva afferrato dal chirurgo, i frati fuggirono vinti da umana paura e il Santo lieto e senza esitazione si sottopose al ferro. Il ferro crepitando penetrava nella morbida carne e venne fatta la cauterizzazione a tratti dall'orecchio al sopracciglio. Quanto quel fuoco abbia provocato dolore, ne è testimonianza la parola di colui che ne ebbe esperienza. Infatti, ritornati i frati che erano fuggiti, il Padre sorridendo disse: "Paurosi e deboli di cuore, perché mai siete fuggiti? In verità vi dico, non ho sentito né il calore del fuoco né alcun dolore della carne". E rivolto al medico: "Se la carne non è ben cotta, applica di nuovo il ferro!". Il medico, che conosceva ben altre conseguenze di simili operazioni, magnificò tale miracolo, esclamando: "Dico a voi, fratelli, ho visto oggi cose mirabili ". Era forse tornato alla primitiva innocenza colui al volere del quale si arrendevano ammansiti gli esseri indocili.
MEDITAZIONE
Accanto alla Vergine Madre, Maria Maddalena fu tra le donne che collaborarono all’apostolato di Gesù (Lc 8, 2-3) e lo seguirono fino alla croce (Gv 19, 25) e al sepolcro (Mt 27, 61). Secondo la testimonianza dei vangeli, ebbe il privilegio della prima apparizione di Gesù risorto e dallo stesso Signore ricevette l’incarico dell’annunzio pasquale ai fratelli (Mt 28, 9-10); Gv 20, 11-18). 
Il cardinale Carlo Maria Martini al riguardo commentava: «Avremmo potuto immaginare altri modi di presentarsi. Gesù sceglie il modo più personale e il più immediato: l’appellazione per nome. Di per sé non dice niente perché “Maria” può pronunciarlo chiunque e non spiega la risurrezione e nemmeno il fatto che è il Signore a chiamarla. Tutti però comprendiamo che quell’appellazione, in quel momento, in quella situazione, con quella voce, con quel tono, è il modo più personale di rivelazione e che non riguarda solo Gesù, ma Gesù nel suo rapporto con lei. Egli si rivela come il suo Signore, colui che lei cerca». Anche Francesco è un "chiamato". ""...... prese a fare orazione fervidamente davanti all'immagine del
Crocifisso, che gli parlò con commovente bontà: “Francesco, non vedi che la mia casa sta crollando? Va' dunque e restauramela”. Tremante e stupefatto, il giovane rispose: “Lo farò volentieri, Signore”. Egli aveva però frainteso: pensava si trattasse di quella chiesa che, per la sua antichità, minacciava prossima rovina. Per quelle parole del Cristo egli si fece immensamente lieto e raggiante; sentì nell'anima ch'era stato veramente il Crocifisso a rivolgergli il messaggio". FF1411.

PREGHIERA
Dio onnipotente ed eterno,
il tuo Figlio ha voluto affidare a Maria Maddalena
il primo annunzio della gioia pasquale;
fa’ che per il suo esempio e la sua intercessione
proclamiamo al mondo il Signore risorto,
per contemplarlo accanto a te nella gloria.
Egli è Dio, e vive e regna con te..

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 21 Luglio 2017

 
San Francesco e il Vangelo
7 giugno
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 202
VENERDI' 21 LUGLIO 2017
S.LORENZO DA BRINDISI---memoria-
MATTEO 12, 1-8 
In quel tempo, Gesù passò, in giorno di sabato, fra campi di grano e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a raccogliere delle spighe e a mangiarle. Vedendo ciò, i farisei gli dissero: “Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare di sabato”. Ma Egli rispose loro: “Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Egli entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell’offerta, che né a lui né ai suoi compagni era lecito mangiare, ma ai soli sacerdoti. O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio violano il sabato e tuttavia sono senza colpa? Ora Io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio. SE AVESTE COMPRESO CHE COSA SIGNIFICHI: “MISERICORDIA IO VOGLIO E NON SACRIFICI”, non avreste condannato persone senza colpa. Perché il Figlio dell’uomo è signore del sabato”.
Parola del Signore
TRATTATO DEI MIRACOLI
CAPITOLO II
IL MIRACOLO DELLE STIMMATE
E LA MANIERA IN CUI IL SERAFINO GLI APPARVE
835 13. Sì grande stupore prese il cuore di tutti che, storditi, credevano che il fatto fosse frutto della fantasia. A questo punto l'uomo guarito esclamò: " Non temete, non crediate illusione ciò che vedete! Giacché san Francesco, cui sempre sono stato devoto, è appena uscito di qui e mi ha sanato completamente da ogni piaga. A ogni mia ferita ha sovrapposto quelle sue sacratissime stimmate; con la loro dolcezza ha alleviato le mie piaghe; come vedete, al loro contatto, ogni ferita si è mirabilmente rimarginata. Mentre infatti udivate i rantoli del mio petto, sembrava che il santissimo padre dopo aver dolcemente rimarginato tutte le ferite volesse allontanarsi lasciando la spada nella gola. Non riuscendo a parlare, gli facevo debolmente cenno con la mano perché estraesse la spada, ormai sotto il pericolo della morte imminente. Afferrandola subito, come tutti avete potuto constatare, la scagliò via con forza. E così come prima aveva fatto, toccando e lenendo con le sacre stimmate la gola ferita, la risanò completamente, senza che rimanesse alcun segno". Al racconto di tali fatti nessuno potrà non stupirsi. Chi dunque potrà mai dubitare che quanto è detto delle stimmate non sia opera divina?
MEDITAZIONE
L’amore è di natura sua totalizzante, non sopporta mezze misure o rivalità. Anche l’amore verso Dio non sfugge a questa dinamica: tutto il nostro cammino di fede si risolve nella nostra capacità a scegliere Dio come oggetto del nostro amore, della nostra passione, del nostro desiderio. Amarlo, semplicemente amarlo, vale più di tutti i sacrifici, di tutte le offerte, di tutte le preghiere che possiamo religiosamente compiere. Francesco insegna a tutti cosa significa amare Dio. Quell'amore lo faceva vibrare tutto interiormente. ""Fra le altre parole, che ricorrevano spesso nel parlare, non poteva udire l'espressione " amore di Dio " senza provare una certa commozione. Subito infatti, al suono di questa espressione "amore di Dio" si eccitava, si commoveva e si infiammava, come se venisse toccata col plettro della voce la corda interiore del cuore"". FF784.

PREGHIERA
O Dio, che a gloria del tuo nome e a servizio dei fratelli hai dato al sacerdote san Lorenzo da Brindisi il tuo Spirito di consiglio e di fortezza, dona anche a noi la luce per conoscere la nostra missione e la forza per attuarla. Per il nostro Signore Gesù Cristo ...

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
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SAN FRANCESCO E IL VANGELO 20 Luglio 2017


SAN FRANCESCO E IL VANGELO 201

GIOVEDI' 20 LUGLIO 2017
S.AURELIO

MATTEO 11,28-30
Io sono mite e umile di cuore.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse: 

«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
Parola del Signore


TRATTATO DEI MIRACOLI

CAPITOLO II
IL MIRACOLO DELLE STIMMATE
E LA MANIERA IN CUI IL SERAFINO GLI APPARVE

835 12. Si accorse da ogni parte, e mentre le grida salivano fino al cielo, tutto il vicinato piangeva la morte delI'innocente. Poiché c'era ancora un alito di vita in quell'uomo, i medici decisero di non estrarre la spada dalla gola. Forse essi così agivano nella speranza di una confessione, affinché la vittima almeno con un segno rivelasse qualche cosa. Lavorarono quindi tutta la notte fino all'alba, a tergere il sangue e a curare le ferite inflitte dai molti e profondi colpi; non ottenendo nessun risultato, smisero di curarlo. Stavano attorno al letto con i medici anche i frati minori, presi da immenso dolore, in attesa della fine delI'amico. Ed ecco, la campana dei frati chiamò al mattutino. Al suono della campana, la moglie corse gemendo vicino al letto: "Mio signore, esclama, alzati presto vai al mattutino, perché la campana ti chiama! ". Subito colui che si credeva sul punto di morire, dopo aver emesso un mormorio confuso dal petto, fece a fatica qualche cenno. E, levando la mano verso la spada infitta nella gola, pareva indicare a qualcuno di estrarla. Cosa davvero sorprendente! Improvvisamente la spada fu come proiettata via dalla ferita e scagliata come dalla mano d'un uomo robustissimo sino alla porta di casa, sotto gli occhi di tutti. Quell'uomo si alzò e perfettamente guarito, come se si fosse risvegliato dal sonno, prese a raccontare le meraviglie del Signore.

MEDITAZIONE
"Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo su di voi; imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero". 
Perché è dolce il giogo del Signore Gesù, perché il suo carico è leggero?
Possiamo rispondere: perché "Io Sono", Gesù, ha portato la presenza di Dio fino al fondo della nostra miseria, morendo sulla croce per noi e con noi, prendendo su di sé tutti i nostri dolori. Da allora possiamo davvero ascoltare la parola di Dio: "Io Sono! " in qualunque circostanza. Per quanto oppressi siamo, possiamo, dobbiamo sentire Gesù che ci dice: "Io sono! Sono vicino a te, sono con te in questa difficoltà, in questa angoscia. Non c'è angoscia umana che mi rimanga estranea, perché Io sono per sempre nel cuore dell'angoscia umana". Ecco perché il carico del Signore è leggero: si è sempre in due a portarlo, perché egli lo porta con noi e possiamo sperimentare tutto questo nella preghiera. Francesco fu molto aiutato dal Cielo per portare tutte le sue croci e le sue gravissime malattie. "Il Santo sopportò tutte queste infermità per quasi due anni, con ogni pazienza e umiltà, in tutto rendendo grazie a Dio. Ma per poter attendere con maggior libertà e devozione a Dio, e percorrere le celesti dimore nelle frequenti estasi e potersi finalmente collocare in cielo davanti al dolcissimo e serenissimo Signore dell'universo, ben provvisto di meriti, affidò la cura della sua persona ad alcuni frati, veramente degni della sua predilezione"" FF498. In Gesù il Dio lontano, il Dio diverso, si è fatto vicino, si è identificato con Francesco per potergli dire: ""Io sono con te...."". 

PREGHIERA
O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità,
perché possano tornare sulla retta via,
concedi a tutti coloro che si professano cristiani
di respingere ciò che è contrario a questo nome
e di seguire ciò che gli è conforme.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...



ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione
abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen




mercoledì 19 luglio 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 19 Luglio 2019

San Francesco e il Vangelo
7 giugno
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 200
MERCOLEDI' 19 LUGLIO 2017
S.EPAFRA
MATTEO 11,25-27
In quel tempo, Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza.
Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».
Parola del Signore.
TRATTATO DEI MIRACOLI
CAPITOLO II
IL MIRACOLO DELLE STIMMATE
E LA MANIERA IN CUI IL SERAFINO GLI APPARVE
835 11. Perché non si ritenga che quelle sacre stimmate dell'invitto soldato di Cristo non avessero un eccezionale potere, oltre a quello d'essere segno di un dono speciale e privilegio di supremo amore,--ciò che costituisce la meraviglia di tutto il mondo; quanto siano armi potenti presso Dio quei sacri segni, lo si può vedere attraverso un fatto avvenuto in Spagna, nel regno di Castiglia, a motivo della novità di un più evidente miracolo.
Due uomini erano ferocemente divisi da una vecchia lite; essi non avevano tregua nel loro animo esacerbato; e non poteva esserci né una pace durevole né un rimedio temporaneo del loro furore se non quando l'uno o l'altro avesse crudelmente ucciso il nemico. Ambedue armati e spalleggiati dai compagni si tendevano l'un l'altro frequenti insidie, perché non si poteva compiere in pubblico un delitto. Una volta sul tardi, a crepuscolo ormai inoltrato, accadde che un uomo di chiara fama ed onestà dovesse passare per quella via, dove l'uno aveva preparato una insidia mortale per l'altro. Costui si affrettava, come d'abitudine, per andare a pregare dopo l'ora di Compieta alla chiesa dei frati, essendo quanto mai devoto del beato Francesco; tutto ad un tratto i figli delle tenebre si gettarono sul figlio della luce avendolo scambiato per il loro avversario a lungo ricercato a morte. Avendolo trafitto mortalmente da ogni parte, lo lasciarono mezzo morto. Alla fine colui che gli era nemico più crudele gli conficcò profondamente la spada nel collo e, non potendola ritrarre, la lasciò infissa nella ferita.

MEDITAZIONE
Dio si rivela come relazione tra il Padre e il Figlio: "Nessuno conosce il Figlio se non il Padre e nessuno conosce il Padre se non il Figlio". "Conoscere" nel linguaggio biblico significa una conoscenza di amore intima, profonda con qualcuno: Dio si è fatto vicino a noi, si è rivelato personalmente a noi, a ciascuno di noi; è il Buon Pastore che conosce le sue pecorelle ad una ad una e chiama ciascuna per nome. E un Dio ardente, un Dio di fuoco, un Dio di amore, che si rivela e si comunica con amore a ogni uomo che lo cerca con cuore sincero. Un Dio che esige la rinuncia alla nostra alterigia per farci piccoli non solo dinanzi agli altri ma anche nel nostro cuore. Un Dio che preferisce chi vive la propria piccolezza per meritare la rivelazione delle realtà più grandi. Un Dio che san Francesco conobbe e amò profondamente: il suo cuore semplice e umile gli permise di entrare in una relazione intima con Lui e di camminare continuamente sulla via della santità.

PREGHIERA
O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità,
perché possano tornare sulla retta via,
concedi a tutti coloro che si professano cristiani
di respingere ciò che è contrario a questo nome
e di seguire ciò che gli è conforme.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

martedì 18 luglio 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 18 Luglio 2017

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1 h
San Francesco e il Vangelo
7 giugno
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 199
MARTEDI' 18 LUGLIO 2017
S.FEDERICO
MATTEO 11, 20-24
Nel giorno del giudizio, Tiro e Sidòne e la terra di Sòdoma saranno trattate meno duramente di voi.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite: 
«Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi. 
E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se a Sòdoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a te, oggi essa esisterebbe ancora! Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra di Sòdoma sarà trattata meno duramente di te!».
Parola del Signore
TRATTATO DEI MIRACOLI
CAPITOLO II
IL MIRACOLO DELLE STIMMATE
E LA MANIERA IN CUI IL SERAFINO GLI APPARVE
834 10 Sin dalla nascita, la ragione umana si lascia così irretire da sensazioni grossolane e da fallaci fantasie che sopraffatta da un'instabile immaginazione, è costretta qualche volta a mettere in dubbio ciò che si deve credere. Perciò non soltanto andiamo soggetti a dubbi sui fatti meravigliosi dei santi, ma spesse volte la stessa fede nelle cose della salvezza diviene oggetto di molte obbiezioni.
834 Un frate dell'ordine dei minori, predicatore per ufficio e di integra vita, era fermamente persuaso del miracolo delle sacre stimmate; ma un giorno egli venne preso dal tormento del dubbio intorno al miracolo del Santo. Puoi immaginare la guerra sorta nel suo animo, mentre la ragione d'un lato difende la verità, e dall'altro la fantasia suggerisce sempre il contrario. La ragione, sostenuta da molti particolari, ammette che è proprio così come si dice, e, in mancanza di ulteriori argomenti, si appoggia alla verità proposta dalla santa Chiesa.
834 Congiurano dall'altra parte contro la credibilità del miracolo le ombre dei sensi, poiché sembra essere cosa totalmente contraria alle leggi della natura e, oltre a ciò, mai verificatasi nei secoli precedenti. Una sera, affaticato da tale ansietà, entra in cella, ormai aggrappato alla debolezza della ragione, e quanto mai scosso dalla protervia del dubbio. Ora, mentre dormiva, gli apparve san Francesco, coi piedi infangati, dal sembiante umilmente duro e pazientemente sdegnato. “Perché questo contrasto e queste incertezze in te? esclamò.
834 Perché questi dubbi volgari? Guarda le mie mani e i miei piedi”. Ma egli poteva vedere le mani trafitte, non vedeva però le stimmate dei piedi infangati. “Togli, aggiunse il Santo, il fango dai miei piedi e vedi i posti dei chiodi! “. Prendendo quegli i piedi del Santo, gli sembrò di togliere il fango e di toccar con le mani i posti dei chiodi. Subito dopo, svegliandosi, si sciolse tutto in lacrime e purificò con una pubblica confessione i sentimenti che in qualche modo gli avevano inzaccherato l'animo.

MEDITAZIONE
In tutte le circostanze avverse il Signore ci domanda di avere ferma fiducia in lui, presente e operante in mezzo a noi e che certamente prepara la soluzione delle difficoltà, soluzione sempre positiva, perché disposta dal suo amore. La croce di Gesù fu l'inizio di una vita nuova. il Signore ci ha chiamati ad essere sale della terra e luce del mondo, testimoniando la nostra fede e la certezza che Dio opera in ogni evento della nostra vita. Ma, quando tutto procede bene, in serenità, in pace, senza contrasti, dobbiamo chiederci se facciamo la nostra parte, se rispondiamo al desiderio di Dio, se i doni che egli ci fa producono frutto in noi, se di questo bene ci serviamo per fare bene, a vantaggio degli altri e a gloria di Dio. Quanti prodigi il Signore compie nella nostra vita e noi non ce ne accorgiamo solo perchè non sono quelli che noi vorremmo! E pensiamo troppo facilmente che Dio non fa nulla per noi.....Non così Francesco. Voleva che i suoi frati vivessero in pienezza il loro essere a Sua immagine e somiglianza e""Se trovava qualche frate incline ai discorsi inutili, lo redarguiva con asprezza, affermando che il modesto tacere custodisce la purezza del cuore e non è virtù da poco, se è vero, come dice la Scrittura, che morte e vita si trovano in potere della lingua, intesa come organo non del gusto, ma della parola"". FF1094.

PREGHIERA
O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità,
perché possano tornare sulla retta via,
concedi a tutti coloro che si professano cristiani
di respingere ciò che è contrario a questo nome
e di seguire ciò che gli è conforme.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen