martedì 15 maggio 2018

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 13 MAGGIO 2018

 

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 133
DOMENICA 13 MAGGIO 2018
ASCENSIONE DEL SIGNORE-solennità-proprio-
MARCO 16, 15-20
In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.

Leggenda Maggiore di San Bonaventura XII,3: FF 1206
Avvicinandosi a Bevagna, giunse in un luogo dove una moltitudine sterminata d'uccelli di varie specie s'eran dato convegno. Appena li vide, il Santo di Dio accorse tutto allegro e li salutò, come fossero dotati di ragione. Tutti gli uccelli erano in attesa e si voltavano verso di lui; e quelli sui rami, mentre egli si accostava, chinavano il capo per guardarlo. Quando fu in mezzo a loro, li esortò premurosamente ad ascoltare tutti la parola di Dio, dicendo: “ O miei fratelli alati, dovete lodare molto il vostro creatore: perché è stato lui a ricoprirvi di piume, a darvi le ali per volare, a concedervi il regno dell'aria pura, ed è lui che vi mantiene, liberi da ogni preoccupazione ”. Mentre diceva loro queste e simili parole, gli uccelletti, gesticolando in meravigliosa maniera, allungavano il collo, stendevano le ali, aprivano il becco, guardandolo fisso. Ed egli passava in mezzo a loro, con mirabile fervore di spirito, e li toccava con la sua tonaca, senza che nessuno si muovesse dal suo posto. Finalmente, quando l'uomo di Dio, tracciando il segno della croce, diede loro la benedizione e il permesso, tutti insieme volarono via. I compagni, dalla strada, stavano a guardare lo spettacolo. Ritornato fra loro, I'uomo semplice e puro incominciò ad accusarsi di negligenza, perché fin allora non aveva mai predicato agli uccelli.

MEDITAZIONE
Marco riunisce nel fatto dell’Ascensione la gloria di Cristo e la missione della Chiesa. Colui che ha toccato il fondo della miseria umana Dio l’ha esaltato; a Colui che è stato contraddetto e disprezzato, Dio oggi conferma tutta la sua compiacenza, che già gli aveva annunciato all’inizio della vita pubblica. Ormai non c’è più un minuto da perdere; se tale è il modo di agire di Dio, è urgente annunciare ovunque questa parola di liberazione autentica. Gli uomini sanno ormai che uno di loro è già alla destra di Dio e vi attira irresistibilmente i suoi fratelli. Ma Gesù non vuole amici nostalgici o pieni di rimpianti. Anche se più volte essi hanno dimostrato di non aver capito la sua persona, non per questo essi devono rimanere inattivi, con gli occhi verso il cielo. Anzi, essi hanno il compito di manifestare al mondo intero l’amore del Padre che ha donato il suo Figlio, e devono testimoniare la sua potenza e presenza attiva nella storia per mezzo dei miracoli ed i prodigi che essi compiono nel suo nome, come ha fatto Francesco. Gesù continua perciò la sua missione cominciata sulle strade della Galilea restando con i suoi discepoli, con noi, che oggi siamo le sue mani e i suoi piedi per aiutare il prossimo, il suo cuore per amare i fratelli.

PREGHIERA
O Dio, che hai glorificato il tuo evangelista Marco
con il dono della predicazione apostolica,
fa’ che, alla scuola del Vangelo,
impariamo anche noi
a seguire fedelmente il Cristo Signore. Per Cristo nostro Signore.
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

sabato 12 maggio 2018

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 12 MAGGIO 2018



SAN FRANCESCO E IL VANGELO 132
SABATO 12 MAGGIO 2018
S.LEOPOLDO MANDIC-memoria-
GIOVANNI 16, 23b-28
Il Padre vi ama, perché voi avete amato me e avete creduto.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«In verità, in verità io vi dico: se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà. Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena.
Queste cose ve le ho dette in modo velato, ma viene l’ora in cui non vi parlerò più in modo velato e apertamente vi parlerò del Padre. In quel giorno chiederete nel mio nome e non vi dico che pregherò il Padre per voi: il Padre stesso infatti vi ama, perché voi avete amato me e avete creduto che io sono uscito da Dio. Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio di nuovo il mondo e vado al Padre».
Parola del Signore
VITA SECONDA DI TOMMASO DA CELANO 782/783
782 Un frate laico desiderava aver un salterio e ne chiese licenza a Francesco. Ma egli invece del salterio gli presentò della cenere.
783 Ad uno dei suoi compagni che si dedicava un tempo alla predicazione, apparve in visione dopo morte e glielo proibì, ordinandogli di seguire la via della semplicità. E Dio è testimone che, dopo questa visione, il frate provò tanta dolcezza, che per numerosi giorni ebbe l'impressione che gli risuonassero direttamente all'orecchio le parole stillanti rugiada del Padre.

MEDITAZIONE
A Gesù piace anticipare le realtà sublimi che otterrà per i suoi attraverso la sua ormai prossima morte e la sua risurrezione. Cristo, Mediatore tra Dio e gli uomini, ha reso possibile che ci fosse una sola famiglia nel cielo e sulla terra, la famiglia dei figli di Dio. Il Padre eterno è nostro Padre, il suo regno, la sua casa e la vita divina del Cristo sono anche nostri. “Il Padre - posso dire con Gesù - mi ama”. È in questo nuovo ordine che la preghiera cristiana trova il suo posto. La preghiera ci serve per mantenere sempre aperto il dialogo con Gesù....dialogo che Francesco manteneva sempre vivo. Così pregava il Padre: "Venga il tuo regno: perché tu regni in noi per mezzo della grazia e ci faccia giungere nel tuo regno, ove la visione di te è senza veli,l'amore di te è perfetto, la comunione di te è beata,il godimento di te senza fine". FF269.
Preghiamo spesso..... uniamoci a Dio intimamente come faceva Francesco, e potremo udire la Sua voce...e avremo la gioia della sua presenza.

PREGHIERA
Che Tu sia benedetto, Signore, Dio nostro, per il tuo Figlio che ci ha detto di pregare nel suo nome. Nel nome di Gesù, ti chiediamo una sola grazia: donaci il tuo Spirito, perchè rimanga in noi e ci faccia gustare fin da oggi la gioia della tua eternità.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

giovedì 10 maggio 2018

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 10 MAGGIO 2018



SAN FRANCESCO E IL VANGELO 130
GIOVEDI' 10 MAGGIO 2018
S.GORDIANO
GIOVANNI 16, 16-20
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: “Ancora un poco e non mi vedrete; un po’ ancora e mi vedrete”. Dissero allora alcuni dei suoi discepoli tra loro: “Che cos’è questo che ci dice: Ancora un poco e non mi vedrete, e un po’ ancora e mi vedrete, e questo: Perché vado al Padre?”. Dicevano perciò: “Che cos’è mai questo ‘‘un poco’’ di cui parla? Non comprendiamo quello che vuol dire”. 
Gesù capì che volevano interrogarlo e disse loro: “Andate indagando tra voi perché ho detto: Ancora un poco e non mi vedrete e un po’ ancora e mi vedrete? In verità, in verità vi dico: voi piangerete e vi rattristerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete afflitti, ma la vostra afflizione si cambierà in gioia”.
Parola del Signore.
VITA SECONDA DI TOMMASO DA CELANO 780
Una volta disse che un uomo di grande cultura, se vuole entrare nell'Ordine, deve rinunciare in qualche modo anche alla scienza, per offrirsi nudo alle braccia del Crocifisso, dopo essersi espropriato di questa forma di possesso.

"La scienza-- spiegò--rende numerose persone restie alla perfezione, perché dona loro una certa rigidità, che non si piega agli insegnamenti umili. Per questo vorrei che un uomo letterato mi facesse prima questa preghiera:" Ecco, fratello, ho vissuto a lungo nel mondo e non ho conosciuto veramente il mio Dio. Ti prego, concedimi un luogo lontano dallo strepito degli uomini, dove possa ripensare nel dolore ai miei anni e dove, raccogliendo le dissipazioni del mio cuore, possa riformare in meglio lo spirito". Secondo voi--continuò--quale diverrebbe uno che incominciasse così? Certamente ne uscirebbe come un leone libero dalle catene, pronto a tutto, e la linfa- spirituale assorbita in principio aumenterebbe in lui con un progresso continuo. Alla fine, gli si potrebbe affidare con sicurezza il ministero della parola, certi che riverserebbe sugli altri il fervore che lo brucia".
Insegnamento veramente santo! Cosa ci può essere di più necessario per chi proviene da un ambiente così diverso, che rimuovere e togliere del tutto con la pratica dell'umiltà gli affetti mondani da lungo tempo consolidati e impressi nell'animo? Ben presto diverrebbe perfetto chi entrasse nella scuola della perfezione.
MEDITAZIONE
i discepoli ricevono da Gesù una promessa di felicità, di gioia; in virtù di quell’attimo che capovolge la situazione difficile in cui «i suoi», la comunità ecclesiale sono sottoposti, essi entreranno in una realtà di mondo illuminata dalla resurrezione. Tutti camminiamo verso questa pienezza. Come Francesco, anche noi cerchiamo il volto di Dio,...cerchiamo l'incontro che arricchisce tutta la nostra vita......la gioia senza fine promessa da Gesù.. Camminiamo con Francesco alla sequela di Cristo!

PREGHIERA
Signore Gesù, noi facciamo molta fatica a comprendere il mistero della tua croce. Ogni sofferenza, e quindi anche la tua, è per noi un mistero insolubile. Non tardare troppo a manifestarci il tuo trionfo sul male, perchè la nostra tristezza possa finalmente cambiarsi in gioia, oggi e sempre, nei secoli dei secoli.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 11 MAGGIO 2018


SAN FRANCESCO E IL VANGELO 131
VENERDI' 11 MAGGIO 2018
S.IGNAZIO DA LACONI
GIOVANNI 16, 20-23a
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia.
La donna, quando partorisce, è nel dolore, perché è venuta la sua ora; ma, quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza, per la gioia che è venuto al mondo un uomo. Così anche voi, ora, siete nel dolore; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia. Quel giorno non mi domanderete più nulla».
Parola del Signore.
+ VITA SECONDA DI TOMMASO DA CELANO 781 Provava vivo dolore se uno si dedicava alla scienza trascurando la virtù, soprattutto se non rimaneva stabile nella vocazione in cui era quando da principio fu chiamato "I miei frati--diceva--che si lasciano attrarre dalla curiosità della scienza, si troveranno le mani vuote nel giorno della retribuzione. Preferirei che si irrobustissero maggiormente con le virtù in modo da avere con loro il Signore nell'angustia, una volta giunta l'ora della tribolazione. Perché --continuò--sta per giungere una tribolazione tale che i libri, buoni a nulla, saranno abbandonati negli armadi e nei ripostigli ".
Non diceva questo perché gli dispiacessero gli studi della Scrittura, ma per distogliere tutti da una premura eccessiva di imparare, e perché preferiva che fossero tutti buoni per carità piuttosto che saputelli per curiosità.
Presentiva anche che sarebbe venuto presto il tempo, in cui la scienza sarebbe stata occasione di rovina, e al contrario sostegno dello spirito l'aver atteso alla vita spirituale.
MEDITAZIONE
La gioia promessa da Gesù ai suoi discepoli fiorirà al termine di un parto doloroso, immagine del mistero pasquale. Come Gesù, anche il cristiano non deve tirarsi indietro di fronte alla sofferenza, quando questa è necessaria per la crescita del vangelo. Francesco ne era consapevole. ""Aperto il libro per tre volte, sempre si imbatté nella Passione del Signore. Allora l'uomo pieno di Dio comprese che, come aveva imitato Cristo nelle azioni della sua vita, così doveva essere a lui conforme nelle sofferenze e nei dolori della Passione, prima di passare da questo mondo. E benché ormai quel suo corpo, che aveva nel passato sostenuto tante austerità e portato senza interruzione la croce del Signore, non avesse più forze, egli non provò alcun timore, anzi si sentì più vigorosamente animato ad affrontare il martirio.
L'incendio indomabile dell'amore per il buon Gesù erompeva in lui con vampe e fiamme di carità così forti, che le molte acque non potevano estinguerle"".
FF1224.
PREGHIERA
Signore, nonostante la vita nuova che abbiamo ricevuto nel battesimo, spesso ci sentiamo stretti dall'angoscia in un mondo senza gioia. Aiutaci ad accettare la fatica e la sofferenza della costruzione in un mondo nuovo, aperto alla vita dello Spirito. Tu che vivi e regni con lui nella gioia eterna, per i secoli dei secoli.
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 9 Maggio 2018


SAN FRANCESCO E IL VANGELO 129
MERCOLEDI' 9 MAGGIO 2018
S.PACOMIO
GIOVANNI 16, 12-15
Lo Spirito della verità vi guiderà a tutta la verità.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.
Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.
Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

Parola del Signore
DALLA LEGGENDA PERUGINA 1581/82
VIZI E VIRTU' A GRECCIO
1581 34. Francesco amava l'eremo di Greccio, dove i frati erano virtuosi e poveri, e aveva una predilezione anche per gli abitanti di quella terra per la loro povertà e semplicità. Perciò si recava spesso a riposare e soggiornare là, attirato inoltre da una celletta estremamente povera e isolata, dove il padre santo amava raccogliersi. Stimolati dall'esempio e dalla predicazione sua e dei suoi frati e ispirati dalla grazia del Signore, molti abitanti del paese entrarono nell'Ordine. Anche numerose donne vivevano in verginità, restando a casa propria e indossando un abito religioso. Pur dimorando in
famiglia, esse conducevano vita comunitaria, coltivando la virtù e affliggendo il corpo con digiuni e orazioni. Alla gente e ai frati esse apparivano, benché giovani e semplici, non come persone dimoranti nel mondo e a contatto con i familiari, bensì come viventi in comunità di religiose sante e dedite al servizio del Signore da lunghi anni. A proposito degli uomini e delle donne di Greccio Francesco soleva dire tutto felice ai frati: « Non esiste una grande città dove si siano convertite al Signore tante persone quante ne ha Greccio, un paese così piccolo». E sovente, quando alla sera i frati di quell'eremo cantavano le !odi del Signore,--ciò che a quei tempi i frati solevano fare m molti luoghi,--gli abitanti del paese, piccoli e grandi, uscivano dalle case, si riunivano sulla strada davanti al villaggio, e ad alta voce rispondevano, a mo' di ritornello, al canto dei religiosi: « Lodato sia il Signore Dio! ». Perfino i bimbi, che non sapevano ancora ben parlare, al vedere i frati lodavano il Signore come potevano.
1582 In quegli anni, la popolazione di Greccio era esposta a un grave flagello, che durò parecchi anni. La zona infatti era infestata da grossi lupi, che divoravano le persone, e ogni anno campi e vigneti erano devastati dalla grandine. Durante una predica Francesco ebbe a dire: « Vi annunzio, a onore e lode di Dio, che se ognuno di voi si emenderà dai propri
peccati e si convertirà di tutto cuore a Lui con il fermo proposito di perseverare, ho fiducia nel Signore Gesù Cristo che subito, per la sua misericordia, spazzerà via questi flagelli dei lupi e della grandine, che da tanto tempo vi tribolano, e vi farà crescere e moltiplicare nelle cose spirituali e temporali. Ma preannunzio ancora che, se (Dio non lo voglia!) tornerete al peccato, questo flagello e maledizione ripiomberà su di voi, unitamente a molte altre sventure più gravi ».
E accadde, per disposizione divina e grazie ai meriti del padre santo, che da quell'ora cessarono le calamità. Di più, ciò che è grande miracolo, quando la grandine veniva a devastare le campagne vicine, non colpiva i contigui poderi degli abitanti di Greccio. Per sedici o venti anni essi videro moltiplicarsi e accrescersi i loro beni spirituali e temporali. Ma dopo, il benessere generò l'orgoglio. Presero a odiarsi, a fare uso delle spade fino ad ammazzarsi fra loro, uccidevano di nascosto gli animali, di notte si davano a rapine e furti, e commettevano molte altre malvagità. Il Signore, vedendo che le loro opere erano perverse e che non osservavano gli ordini dati per mezzo di Francesco suo servo, si indignò contro di essi, allontanò la sua mano misericordiosa, e così ritornò il flagello della grandine e dei lupi, come aveva predetto il Santo, e molte altre tribolazioni più dure delle antecedenti li colpirono. Infatti, tutto il paese fu divorato dall'incendio, e gli abitanti perdettero ogni loro avere, salvando soltanto la vita. I frati e quanti avevano udito il discorso di Francesco, che aveva predetto prosperità e disgrazie, ammirarono la santità di lui, constatando come ogni cosa si era verificata a puntino.

MEDITAZIONE
Lo Spirito che Gesù promette ai discepoli non sarà portatore di un insegnamento diverso dal suo, ma li guiderà a scoprire tutta la verità a proposito della sua vita e della sua morte. Per questo Gesù dice: “Egli mi glorificherà”. 
Lo Spirito è chiamato Spirito di verità. La sua missione è di metterli in guardia contro lo spirito della menzogna. Li rende capaci di vivere e di vedere le cose e di giudicarle come Gesù stesso. Ne è una dimostrazione concreta la vita dei santi, che appartengono alla Chiesa spiegando le loro vele al soffio dello Spirito, guidati per vie che provocano un santo stupore. Là dove si trova la Chiesa, si trova lo Spirito. Diceva Francesco che i cristiani“... saranno figli del Padre celeste (Cfr. Mt 5,45), di cui fanno le opere, e sono sposi, fratelli e madri del Signore nostro Gesù Cristo (Cfr. Mt 12,50). Siamo sposi, quando l'anima fedele si congiunge a Gesù Cristo per l'azione dello Spirito Santo. E siamo fratelli, quando facciamo la volontà del Padre suo (Cfr. Mt 12,50), che è in cielo. Siamo madri (Cfr. 1Cor 6,20), quando lo portiamo nel nostro cuore e nel nostro corpo attraverso l'amore e la pura e sincera coscienza, e lo generiamo attraverso il santo operare, che deve risplendere in esempio per gli altri (Cfr. Mt 5,16). FF200.

PREGHIERA
Ci sono molte verità, Signore, di cui non siamo capaci di portare il peso, per la ristrettezza del nostro spirito e la scarsità della nostra fede. Mandaci lo Spirito di verità, che ci guidi a poco a poco alla verità tutta intera: la verità su noi stessi, creature destinate alla morte eppure chiamate alla vita e all'amore, e la verità su di te e sul Padre, che conosceremo nei secoli dei secoli.

“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

martedì 8 maggio 2018

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 8 MAGGIO 2018


SAN FRANCESCO E IL VANGELO 127
LUNEDI' 7 MAGGIO 2018
S.DOMITILLA
GIOVANNI 15, 26-16,4a
Lo Spirito della verità darà testimonianza di me.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.
Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi. Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, viene l’ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me. Ma vi ho detto queste cose affinché, quando verrà la loro ora, ve ne ricordiate, perché io ve l’ho detto».
Parola del Signore
Dalla LEGGENDA PERUGINA 1579
PRANZO NATALIZIO A GRECCIO
1579 32. In altro tempo, venne un ministro dei frati da Francesco, che soggiornava a Greccio, per celebrare il Natale del Signore insieme con lui. I frati dell'eremo, in occasione della festa e per riguardo all'ospite, prepararono la mensa con cura, coprendo le tavole con belle tovaglie bianche, che avevano acquistato, e guarnendola di bicchieri di vetro. Quando Francesco scese dalla celletta per desinare, vedendo la mensa alzata da terra e allestita con tale ricercatezza, uscì senza farsi notare, prese il cappello e il bastone di un mendicante venuto là quel giorno e, dopo aver chiamato sottovoce uno dei compagni, andò fuori dalla porta del romitorio.I frati non si accorsero di nulla. Si misero a tavola tranquillamente, poiché era volontà del Santo che, se non veniva subito all'ora della refezione, i frati cominciassero a mangiare senza di lui. Intanto il suo compagno chiuse la porta e rimase dentro, accanto all'uscio. Francesco bussò, e quello subito gli aprì. Entrò con il cappello sul dorso e il bastone in mano, come un pellegrino. Affacciatosi all'entrata della stanza dove i frati desinavano, egli disse al modo dei mendicanti: « Per amore del Signore Dio, fate l'elemosina a questo povero pellegrino malato! ». Il ministro e gli altri frati lo riconobbero immediatamente. E il ministro gli rispose: «Fratello, siamo poveri anche noi, ed essendo numerosi, le elemosine che stiamo consumando ci sono necessarie. Ma per amore del Signore che hai invocato, entra, e divideremo con te leelemosine che Dio ci ha mandato ». Francesco si fece avanti e si accostò alla tavola. Il ministro gli diede la scodella, da cui stava prendendo cibo, con del pane. Il Santo prese l'una e l'altro,sedette a terra vicino al fuoco, di fronte ai fratelli che stavano a mensa in alto .Disse allora sospirando: « Quando vidi questa tavola preparata con tanto lusso e ricercatezza, ho pensato che non era la mensa dei poveri frati, i quali vanno ogni giorno a questuare di porta in porta. A gente come noi si conviene seguire in ogni cosa l'esempio di umiltà e povertà del Figlio di Dio più che agli altri religiosi: poiché a questo siamo stati chiamati e a questo ci siamo impegnati davanti a Dio e davanti agli uomini. Adesso, mi sembra, io sto a mensa come si addice a un frate ». Quelli ne arrossirono, comprendendo che Francesco diceva la verità. Alcuni presero a lacrimare forte, nel vedere Francesco seduto per terra e ripensando a come li aveva corretti con tanta santità e ragione.

MEDITAZIONE
Lo Spirito dona ai discepoli di proclamare il mistero di Gesù. Questo annuncio avviene tra difficoltà e persecuzioni, perchè condanna un mondo che si chiude nel proprio rifiuto a Cristo. Colui che lo riconosce diventa suo discepolo. Colui che lo respinge diventa un suo avversario. Gesù è ancora qui, sempre presente, attraverso i suoi. Per questo il Padre ha inviato lo Spirito: Esso ha il compito di aiutarli quando la loro fede sarà messa alla prova. Davanti all’ostilità del mondo, i discepoli di Gesù saranno esposti allo scandalo, sentiranno la tentazione di disertare, proveranno il dubbio, lo scoraggiamento. Ed è in questo preciso momento che lo Spirito di verità interverrà: darà testimonianza di Gesù nel cuore dei suoi discepoli, li confermerà nella fede e li inviterà a rimanere fedeli nella prova. In questo modo anch’essi “renderanno testimonianza” di Gesù. “ ….E saluto voi tutte, sante virtù, che per grazia e illuminazione dello Spirito Santo venite infuse nei cuori dei fedeli, perchè da infedeli fedeli a Dio li rendiate”. FF260.

PREGHIERA
Donaci, Padre misericordioso,
di rendere presente in ogni momento della vita
la fecondità della Pasqua,
che si attua nei tuoi misteri.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

lunedì 7 maggio 2018

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 7 MAGGIO 2018


SAN FRANCESCO E IL VANGELO 127
LUNEDI' 7 MAGGIO 2018
S.DOMITILLA
GIOVANNI 15, 26-16,4a
Lo Spirito della verità darà testimonianza di me.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.
Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi. Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, viene l’ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me. Ma vi ho detto queste cose affinché, quando verrà la loro ora, ve ne ricordiate, perché io ve l’ho detto».
Parola del Signore
Dalla LEGGENDA PERUGINA 1579
PRANZO NATALIZIO A GRECCIO
1579 32. In altro tempo, venne un ministro dei frati da Francesco, che soggiornava a Greccio, per celebrare il Natale del Signore insieme con lui. I frati dell'eremo, in occasione della festa e per riguardo all'ospite, prepararono la mensa con cura, coprendo le tavole con belle tovaglie bianche, che avevano acquistato, e guarnendola di bicchieri di vetro.
Quando Francesco scese dalla celletta per desinare, vedendo la mensa alzata da terra e allestita con tale ricercatezza, uscì senza farsi notare, prese il cappello e il bastone di un mendicante venuto là quel giorno e, dopo aver chiamato sottovoce uno dei compagni, andò fuori dalla porta del romitorio.I frati non si accorsero di nulla. Si misero a tavola tranquillamente, poiché era volontà del Santo che, se non veniva subito all'ora della refezione, i frati cominciassero a mangiare senza di lui. Intanto il suo compagno chiuse la porta e rimase dentro, accanto all'uscio. Francesco bussò, e quello subito gli aprì. Entrò con il cappello sul dorso e il bastone in mano, come un pellegrino. Affacciatosi all'entrata della stanza dove i frati desinavano, egli disse al modo dei mendicanti: « Per amore del Signore Dio, fate l'elemosina a questo poveropellegrino malato! ». Il ministro e gli altri frati lo riconobbero immediatamente. E il ministro gli rispose: «Fratello, siamo poveri anche noi, ed essendo numerosi, le elemosine che stiamo consumando ci sono necessarie. Ma per amore del Signore che hai invocato, entra, e divideremo con te le elemosine che Dio ci ha mandato ». Francesco si fece avanti e si accostò alla tavola. Il ministro gli diede la scodella, da cui stava prendendo cibo, con del pane. Il Santo prese l'una e l'altro, sedette a terra vicino al fuoco, di fronte ai fratelli che stavano a mensa in alto . Disse allora sospirando: « Quando vidi questa tavola preparata con tanto lusso e ricercatezza, ho pensato che non era la mensa dei poveri frati, i quali vanno ogni giorno a questuare di porta in porta. A gente come noi si conviene seguire in ogni cosa l'esempio di umiltà e povertà del Figlio di Dio più che agli altri religiosi: poiché a questo siamo stati chiamati e a questo ci siamo impegnati davanti a Dio e davanti agli uomini. Adesso, mi sembra, io sto a mensa come si addice a un frate ».  Quelli ne arrossirono, comprendendo che Francesco diceva la verità. Alcuni presero a lacrimare forte, nel vedere Francesco seduto per terra e ripensando a come li aveva corretti con tanta santità e ragione.

MEDITAZIONE
Lo Spirito dona ai discepoli di proclamare il mistero di Gesù. Questo annuncio avviene tra difficoltà e persecuzioni, perchè condanna un mondo che si chiude nel proprio rifiuto a Cristo. Colui che lo riconosce diventa suo discepolo. Colui che lo respinge diventa un suo avversario. Gesù è ancora qui, sempre presente, attraverso i suoi. Per questo il Padre ha inviato lo Spirito: Esso ha il compito di aiutarli quando la loro fede sarà messa alla prova. Davanti all’ostilità del mondo, i discepoli di Gesù saranno esposti allo scandalo, sentiranno la tentazione di disertare, proveranno il dubbio, lo scoraggiamento. Ed è in questo preciso momento che lo Spirito di verità interverrà: darà testimonianza di Gesù nel cuore dei suoi discepoli, li confermerà nella fede e li inviterà a rimanere fedeli nella prova. In questo modo anch’essi “renderanno testimonianza” di Gesù. “ ….E saluto voi tutte, sante virtù, che per grazia e illuminazione dello Spirito Santo venite infuse nei cuori dei fedeli, perchè da infedeli fedeli a Dio li rendiate”. FF260.

PREGHIERA
Donaci, Padre misericordioso,
di rendere presente in ogni momento della vita
la fecondità della Pasqua,
che si attua nei tuoi misteri.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen